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Online, la lezione del Covid e la ripresa del terrestre

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I casinò terrestri non stanno ancora puntando adeguatamente sul gioco online, ma la pandemia potrebbe avere accelerato il processo.

Verso la fine delle restrizioni legate alla pandemia, con la fine, innanzitutto per quanto riguarda le location di gioco, dell'obbligo di green pass rafforzato per accedere alle sale, prevista per il 30 aprile.

Tuttavia, il Covid-19 ha cambiato in maniera strutturale il modo di intrattenersi e di giocare delle persone, che continueranno certamente a scegliere le strutture terrestri per la loro possibilità di socialità e convivialità, ma che hanno sperimentato, nei lunghi mesi di lockdown e di restrizioni, le potenzialità del gioco online, che dunque ha preso un vantaggio che certamente cederà solo in parte al concorrente fisico.

C'è da dire che i casinò italiani, a tale proposito, sono sempre stati abbastanza restii a puntare decisamente sul gioco online, trascurandone le potenzialità per fare conoscere il marchio, attirare nuova clientela e fidelizzare quella esistente, sminuendo la grande chance di fungere da prestigiosi scenari "naturali" per l'online live e di creare virtuose (ovviamente stiamo parlando di business) convergenze e sinergie tra fisico e virtuale, in un'ottica multichannel che è ormai diventata la nuova realtà anche nel gioco.

Le potenzialità del gioco online, che i concessionari di gioco hanno sfruttato appieno da tempo, sono emerse, come detto, soprattutto, durante la pandemia, ma in questo arco di tempo non hanno spostato di molto gli equilibri del settore virtuale. Basti vedere, prendendo gli ultimi dati disponibili, come le quote di mercato dei casino games detenute da quelli terrestri esistenti in Italia sia tuttora infinitesimali e come regnino invece soggetti certamente di grande esperienza, professionalità e appeal, ma che non hanno certo a disposizione strutture “fisiche” esistenti da decenni se non secoli, come sono appunto i pochi casinò italiani, che dunque, pure avendo tutte le carte in regola per essere protagonisti anche online, finiscono per essere dei fanalini di coda e per subire pesantemente la concorrenza.

Negli anni (sì, purtroppo anni!) della pandemia, ciò che ha “salvato”, anche se solo in parte, i conti dei concessionari di gioco terrestre, è stato proprio il loro parallelo canale online, non soggetto alle stesse chiusure o limitazioni. Non è questa certamente la sede per rimproverare quei casinò terrestri che non hanno potuto o voluto potenziare la loro offerta online, ed è anche vero, come sottolineato qualche giorno fa anche in consiglio comunale a Sanremo, che durante la pandemia il gioco online del casinò matuziano ha avuto dei buoni incrementi. E questa deve essere la strada da seguire, in un'ottica di diversificazione dell'offerta che non passa solo attraverso l'introduzione di nuovi giochi, ma anche tramite la riproposizione online di quelli già disponibili sul canale fisico.

 

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