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Campione, il peso enorme e sottaciuto del cambio

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Nelle vicende riguardanti Campione d'Italia, tra Casinò e Comune, da evidenziare gli enormi problemi derivanti dal cambio franco-euro, non sufficientemente comunicati ma noti al legislatore.

Enorme sconcerto ha creato la decisione della Corte dei Conti di Milano di non approvare il bilancio comunale stabilmente equilibrato.

Il sindaco Roberto Canesi ha sottolineato come il Comune di Campione sia uno dei più “protetti” in Italia per un trentennale contributo fino a 10 milioni di euro annui (per un totale quindi di 300 milioni di euro) voluto da un provvedimento legislativo del 2017, che ha riconosciuto il terribile “tsunami” macroeconomico subito da Campione di Italia da fine 2007, prima della crisi economica , quando il cambio euro / franco svizzero era posizionato sul livello di 1,67 per poi arrivare al livello attuale di sostanziale parità , già raggiunto, in precedenza, ad inizio del 2015.

Lo Stato ha quindi riconosciuto un “danno” (da qui il contributo) a causa del deterioramento del rapporto di cambio euro/franco svizzero per Campione d’Italia stimabile fino a 10 milioni annui, con una dimensione fino a 300 milioni di euro dal 2017 al 2046.

Dal crollo del cambio del 2015 è partita l’azione del governo per la produzione di ben tre provvedimenti legislativi aventi la natura di legge ordinaria, con l’ultimo provvedimento, del 2017, di respiro trentennale, citato ieri dal sindaco Canesi, che tutti hanno avuto il fine fine di proteggere Campione d’Italia dai nefasti effetti del mutato rapporto di cambio tra euro e franco svizzero.

Se Campione d’Italia soffre sicuramente di un deficit di “immagine”, sicuramente questa legge del 2017 così fondamentale, ma poco “comunicata” dalle istituzioni campionesi, potrebbe spiegare molto sulle ragioni del “buco” di 130 milioni di euro, cosa che, del resto, non è mai stata fatta con decisione. Del resto già nel 2017 ci sono state addirittura delle assemblee cittadine, in un quadro di grande conflitto politico, per denunciare l’esistenza del “buco” ma senza spiegarne le cause che invece, come visto, sono erano già state riconosciute dallo Stato.

Ma questa mancata comunicazione ha gravemente nociuto all’immagine del paese, che, in realtà è stato vittima di un evento esterno, macroeconomico, dopo che , sino al 2009, il paese si era trovato in una situazione di equilibrio economico-finanziario.
Si è persa quindi l'occasione per compiere un’operazione verità che sarebbe stata utilissima per l’immagine di Campione d’Italia nei tormentati anni successivi (e magari anche nella recentissima decisione della Corte dei Conti).

E del resto, solo considerando l’intervento legislativo, è appunto facile desumere, valutando la dimensione del contributo attuale, come il “tema cambio” abbia prodotto minori flussi del Casinò verso il Comune fino a 100 milioni di euro in un decennio. Mentre, vedendo il tema da un’altra prospettiva, il Casinò, rispetto alla situazione del 2009 (cambio 1,51) si è visto crescere i costi delle obbligazioni in franchi svizzeri per 130 milioni di euro.

Ma, analizzando ancor meglio il percorso legislativo della legge del 2017, si scoprirà come la Ragioneria di Stato, avesse valutato in 20 milioni di euro il tetto del contributo annuo al Comune di Campione di Italia per i minori flussi prodotti dal Casinò a causa del cambio (in sostanza il “danno”, e quindi il provvedimento era arrivato in Aula con questo dimensionamento.
Poi, a causa di una decisione politica a favore di altra area sfavorita (in Sardegna),si era giunti al valore di 10 milioni di euro.

Ma perchè il Governo aveva effettuato una stima di 20 milioni di euro come extra costi annui per Campione d’Italia per il “tema cambio”? Il conto è presto fatto.
Partiamo dal bilancio del Casinò del 2009 che, con un cambio medio di 1,51, era appunto in sostanziale equilibrio, senza nessuna problematica economico-finanziaria.
Nel 2013, il Casinò, dopo aver ridotto (nel 2012) il costo del personale da 80 a 53 milioni di franchi, e con un cambio “precipitato” a 1,20, vedeva nella somma tra il contributo al Comune e il costo del personale un costo di circa 100 milioni di franchi. Ma se con la situazione del 2009 (cambio a 1,51) questa cifra avrebbe avuto il valore di circa 66 milioni di euro, di fatto, con il cambio del momento (1,20). il valore è stato di 83 milioni di euro: 17 milioni di euro di maggiori costi annui per il Casinò analizzando solo 2 voci di costo (anche se le principali)!

Ma la situazione diventa ancora piu critica nel 2015 (cambio medio a 1.08). In questo caso la differenza rispetto alla situazione di equilibrio è di circa 25 milioni di euro di aumentati costi in un solo anno!
Ricordiamo comunque come il contributo andasse ad integrare i flussi generati a favore del Comune: un Ebitda (margine lordo) del Casinò che, anche nei momenti più difficili, è stato sempre nell’ordine di 20 milioni di euro.
Probabilmente nella propria comunicazione di questi anni, Campione d’Italia, non ha giustamente enfatizzato l’oggettività della problematica macroeconomica subita (del resto riconosciuta da ben tre leggi dello Stato).

E questo ha inciso negativamente nell’immagine sia del Comune che del Casinò. Fatto questo che, nella società della comunicazione quale è la nostra, ha un effetto negativo che ancora riverbera sul paese, nonostante l’enorme lavoro di riduzione costi e efficientamento realizzato in questi anni sia in Comune che nel Casinò.

 

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