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Aspettando Campione

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Grande attesa per l'apertura del Casinò Campione d'Italia e per l'ufficialità di tanti incarichi.

Rimandata causa Covid-19, l'apertura del Casinò Campione d'Italia "deve" comunque avvenire entro il 28 gennaio, questa la data ultima che è stata concordata con il tribunale di Como. Quindi, premettendo che oggi è lunedì 10 gennaio, c'è da supporre che sarà a breve annunciata, perlomeno ai futuri dipendenti, visto e considerato che il loro contratto avrà effetto proprio dalla riapertura, e che dovranno organizzarsi, soprattutto qualora già impiegati in altri posti di lavoro.

Cresce dunque l'attesa per le comunicazioni ufficiali che arriveranno da parte della società di gestione, certamente tuttora in difficoltà visto che la variante Omicron non ha ancora rallentato la sua corsa, pur non avendo creato poi chissà quali problemi inenarrabili agli altri casinò italiani e ticinesi, che però sono già in funzione. Tuttavia, non è solo una questione di data di apertura: mancano ancora dei tasselli del puzzle, che probabilmente internamente sono stati composti, ma non resi noti. Per esempio: a chi è stato affidato il servizio ristorazione? E chi si occuperà della gestione dei tornei di poker?

Non si tratta di servizi che possono essere improvvisati da un giorno all'altro, e serve dunque un tempo congruo affinchè li si possa approntare, sempre che non si stia già lavorando aspettando un momento successivo per la comunicazione dei nominativi dei soggetti prescelti.

Certamente, questa attuale incertezza, dovuta anche a fattori esteri come appunto una pandemia in corso (non esattamente un fatto trascurabile) dovrà essere presto superata, con decisioni da prendere e annunciare che determineranno il corso che l'intera enclave avrà nei prossimi anni e, con essa, l'intero panorama italiano e ticinese del gioco.

Sicuramente, questo agevolerebbe anche l'affidamento degli spazi del casinò da destinare a un utilizzo commerciale perché, problemi burocratici a parte, la certezza sulle variabili e magari anche i numeri sull'attività del casinò renderebbero più appetibili locali che già ora devono fronteggiare un'agguerrita concorrenza e una diminuita capacità di spesa, triste figlia di tanti padri, ultimo dei quali la pandemia.

 

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