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Casinò Campione, si torna in gioco

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Casinò Campione riapre i battenti e si appresta a riconquistarsi un posto nel mondo del gioco italiano e ticinese.

Certamente per riaprire in grande stile una prestigiosa struttura il periodo non è dei migliori, con la variante Omicron che impazza per l'Europa e che spinge i Governi a inasprire le misure anti Covid proprio nel periodo natalizio, che per tradizione è dedicato sì alla famiglia, ma anche al gioco.

Sicuramente si tratta di una variabile (oltre che una variante!) che gli amministratori del Casinò Campione d'Italia stanno prendendo in serissima considerazione, ora che si è davvero agli sgoccioli, e si deve decidere quale sarà la data di riapertura della Casa da gioco. A oggi, 20 dicembre, la stessa non è stata ancora annunciata, ma stavolta i giochi sono davvero quasi fatti, e il margine di incertezza sembra legato più a fattori esterni che interni. E che fattore: una pandemia...

Il casinò ha infatti accelerato le procedure per essere pronto a ripartire. Oggi è iniziato il corso di formazione per gli addetti alle slot, che hanno saputo solo ieri sera di essere stati assunti, e che si sarebbero dovuti presentare addirittura il giorno sucecssivo. E a breve, sicuramente, seguirà la comunicazione dei nominativi delle altre persone che andranno a completare la pianta organica prevista in questa prima fase di riapertura della Casa da gioco, 174 unità.

Escludendo in questo editoriale le incertezze legate alla pandemia, ma che incide su tutti e su tutto, non solo sul Casinò Campione, c'è da essere certi che la sua riapertura, giorno prima giorno dopo, sia destinata a rivoluzionare gli equilibri che si erano creati sia in Italia che in Ticino per quanto riguarda il gioco. In Italia, Campione deve vedersela con tre competitor, alcuni anche abbastanza distanti geograficamente: Sanremo, Saint Vincent e Venezia. In Ticino, le distanze sono assai più brevi, mentre i casinò competitor sono sempre tre: quello dirimpettaio di Lugano e i due di Mendrisio e di Locarno. Ovviamente, il fair play è di prammatica, e piovono auguri di buon lavoro da tutte le parti, ma il Casinò campionese, con i suoi spazi e il suo grandioso passato, non sarà certamente un competitor di poco conto, anche se dovrà fare i conti con un mercato condizionato non solo dalla pandemia (inevitabile non citarla) ma che in questi anni ha trovato un suo equilibrio e si è evoluto.

Una sfida non di poco conto, anche tenendo presente che il concetto di distretto turistico ticinese, come da più parti suggerito e auspicato, sconta però, come ricordato anche oggi dal sindaco di Lugano Michele Foletti, le difficoltà legate all'ingresso di Campione d'Italia nel territorio doganale dell'Unione europea.
Intanto però la prima vittoria c'è stata, e anche in questo fredda e corta giornata di dicembre, peraltro incupita dalle notizie che giungono sull'andamento dei contatti, va segnalata. Il Casinò Campione e l'intera enclave hanno vinto una battaglia che secondo molti era persa e irrecuperabile. Essere a un passo dalla riapertura è un traguardo che deve inorgoglire chi ha saputo traghettarvi la Casa da gioco. E ora, pandemia permettendo, i giochi sono tutti da fare.

 

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