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Casinò, il peso crescente delle slot

Nei casinò italiani continua a crescere il peso delle slot negli incassi complessivi.

Al casinò di Saint Vincent, nel mese di novembre 2021, si registrano i seguenti risultati: totale introiti 5.028.222, dei quali dalle slot 2.872.222 e dai giochi da tavolo 2.155.869; l’uno percento in più dello stesso mese del 2019.
Il totale dei ricavi, a tutto il mese di di novembre è: 24.987.407 dei quali 14.369.160 dalle slot e 10.618.247 dai giochi da tavolo.
Una prima osservazione rivela che nel mese i ricavi slot sono stati del 57,12 percento e quelli dai giochi da tavolo del 42,88 percento.
Le proporzioni, considerando i ricavi progressivi dell’anno, sono del 42,49 percento peri giochi da tavolo e del 57,51 percento per le slot.
L’apporto di ogni singola presenza, dal punto di vista statistico, per il periodo gennaio novembre 2021 risulta di 111,46 e 82,46 rispettivamente per slot e giochi da tavolo. Le presenze sono state 128.920.
Mi pare che la sola evidenza possibile da registrare sia la qualità che tende a scarseggiare, molto probabilmente per le mutate possibilità dei giocatori o di una importante parte degli stessi. Non si dovrebbe escludere che molte risorse sono state e continuano ad essere impiegate nel gioco online, che la concorrenza è più attrezzata e gode, credo, del vantaggio dell’esportazione di valuta ben superiore al limite imposto in Italia dalle vigenti disposizioni o dalla possibilità concreta di trovare novità e diversificazione nell’offerta di giochi.

Chiaramente non riesco ad individuare la probabile causa di tale situazione che i dati mi permettono di immaginare e che le cifre sembrano, almeno parzialmente, confermare.
Con ciò, e beneinteso in possesso di quello che mi è dato leggere su Gioconews casinò.it, mi pare che la necessità del momento attuale sia quella di verificare il trend delle case da gioco in Europa onde effettuare un esame approfondito.

A Venezia non pare siano messi meglio con la sola, o quasi, Ca’ Noghera sempre aperta, a Sanremo, anche per la situazione in corso pare abbia concorso alla riscoperta della roulette francese come vera attrattiva.
Dovranno discutere, a Sanremo, sulle modifiche apportate alla fair per avvicinarla all’altra tipologia ma, e parlo per esperienza diretta anche se correvano altri tempi, il fascino della roulette francese dove il particolare rapporto cliente/impiegato assumeva una forma di affidamento, non credo che la fair possa diventarne un valido sostituto.

Questo è il clima nel quale a Campione d’Italia si apprestano a riaprire la casa da gioco e non posso che augurar loro ogni bene per una riuscita dopo tante tribolazioni subite. Il casinò nuovo l’ho visto in costruzione e quando era aperto e funzionante; quello vecchio lo frequentavo da sindacalista parecchi anni orsono.

Concludo con l’impressione che nella Penisola il solo esempio attivo lo troviamo a San Marino con il casinò del Titano, quindi comunque non italiano. Vi si registrano solo incrementi, uno tra gli altri mi ha colpito: le presenze dell’anno in corso 108.774 delle quali 9.775 nuove. Parafrasando ciò che è stato usato in pubblicità piccolo è bello mi rimane difficile imputare a tale caratteristica il trend che osserviamo.

 

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