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Non solo roulette francese: l'importanza di nuovi giochi nei casinò

  • Scritto da Mauro Natta

Nei casinò è importante salvaguardare l'offerta esistenza, ma anche introdurre nuovi giochi.

Molti anni or sono, trenta o poco più, furono introdotti nei casinò italiani per la prima volta i cosiddetti “giochi americani” che avevano, in tema di fabbisogno numerico di impiegati, una minore esigenza. Come la roulette americana, la fair roulette, il black jack, il punto banco. Insieme furono sperimentate le slot machine e con successo tanto che lo possiamo constatare anche oggi considerando l’incidenza delle slot sul totale dei ricavi netti delle case da gioco italiane.

La differenza tra roulette tradizionale e fair roulette, tornando alla francese, in primis evidenzia, stante che non siamo più ai tavoli doppi di un tempo che fu, nella prima la necessità di un capo e tre impiegati (non considero il tournant che è presente in entrambe le tipologie); nella seconda un solo impiegato e un capo o ispettore ogni tre o quattro tavoli. In buona sostanza con quanto necessita per la tradizionale si potrebbero aprire tre tavoli di fair.
Sarebbe da consigliare, in tema di proventi lordi, un confronto approfondito rapportandolo al costo del lavoro.

Hanno preso piede anche gli altri giochi, che chiamo “nuovi”, perché, specie all’inizio, rappresentavano una novità assoluta o quasi.
Ecco un ragionato invito ad introdurre novità nell’offerta di gioco.

IL SUCCESSO DEL PUNTO BANCO - La motivazione, a mio avviso più rilevante, del successo del punto banco sta nel fatto che il personale impiegato allo chemin de fer era più che preparato a gestire professionalmente il nuovo gioco e, non va sottaciuta, la possibilità di montare un tavolo di punto banco senza il numero minino di giocatori presenti, invece, indispensabile al tavolo di chemin.

Non dimentico anche il rischio di impresa differente tra giocare contro il banco e contro un altro giocatore. È pur vero che nei giochi di circolo la casa trattiene una percentuale quanto il banco vince ma l’esposizione per anticipi ai clienti dobbiamo annoverarla tra i rischi d’impresa.

Sicuramente la velocità di esecuzione nel black jack può aver influito positivamente sul successo di questo gioco anche se, ogni tanto, si poteva assistere ad uno scambio di vedute tra giocatori; parlo per me.

Ebbe un certo interessamento il gioco del craps (dadi) ma non il successo degli altri. Probabilmente il costo del lavoro non lo classificava conveniente e forse non era troppo adatto per la clientela.
Il bacino di utenza solitamente è, forse era, ripartito tra normale ovvero i residenti in regioni limitrofe ed eccezionale in occasione di particolari manifestazioni che avevano l’obiettivo di attrarre giocatori classificati Vip.
Il bacino di utenza normale subì un incremento dovuto principalmente alle slot machine prima dell’apertura delle sale giochi, ma certamente i giochi nuovi svolsero egregiamente la loro parte. Ciò rafforza la precedente affermazione per quanto riguarda le novità.
Come ricordato, la fair roulette è simile a quella francese, non in tutto. Ma evito di approfondire, ad esempio, il completo del numero, il minimo di giocata e, conseguentemente, il massimo di vincita per ogni puntata; la speranza matematica per il banco e per il giocatore ed altro ancora.

L’unica annotazione che mi permetto e della quale l’esperienza mi ha convinto riguarda l’offerta di gioco che ritengo indispensabile per quello che si riferisce alla qualità del giocatore e del gioco. Tra tutte vorrei ricordare l’eleganza di usare il rastrello, sia nelle puntate sia nei pagamenti senza arrivare al punto, che ai miei tempi sussisteva, di passare una sestina alla giocatrice di fronte, tramite il collega al cilindro, evitando assolutamente il lancio dei cinque pezzi della vincita. Bei tempi!

Mi pare di aver esposto tra l’esistente ciò che rimane di attrattivo e, al tempo stesso, evidenziato l’opportunità di incrementare l’offerta di gioco tramite qualcosa di nuovo o, al massimo, rinverdendola con l’aggiunta di quanto conosciuto come puntate a lato tali da consentire una maggiore partecipazione. Vorrei rammentare che è buona norma adeguare l’offerta alla domanda allo scopo di veder crescere il numero di clienti e frequentatori; anche questo modo di agire va o andrebbe considerato un servizio alla clientela che, in un regime in cui è vietata la pubblicità specifica, è pur sempre utile, interessante e a costo zero.

L'INCIDENZA DELLE SLOT - È mia intenzione continuare in argomento slot machine che, come ho ricordato, rilevano molto sul totale dei ricavi delle case da gioco italiane e non come mi hanno detto degli amici francesi.
Chiaramente non sono né il solo né il primo a introdurre, nelle case da gioco, il criterio produttivo della diversificazione dell’offerta. Ciò è molto evidente in argomento giochi da tavolo e non lo è meno in argomento slot.

Premetto che non mi reputo all’altezza di esprimere un giudizio sulla “bontà” di una slot, sul potere di attrazione o, ed è ancor più difficile e non penso solo per il sottoscritto, sulla “resa”; nella mia esperienza dopo il pensionamento mi sono sempre affidato ad uno slot manager esperto e consigliato.
Vorrei soltanto, ed è un qualcosa in cui credo, pensare che il criterio in parola valga anche per le slot.

Non tanto sulla diversificazione delle macchine quanto su quella dei fornitori. Come ho già premesso non sono sufficientemente tecnico da disquisire sulla qualità del prodotto, invece mi ricordo che alla domanda di quante macchine sono necessarie per una casa da gioco ho risposto che occorreva fare una disamina delle presenze e dei ricavi derivanti dalle slot e, nella eventualità, approfondirla.

Ho però domandato al mio amico francese se la scelta di un solo fornitore era preferibile a quella di più fornitori. La risposta che sinceramente va al di là delle mie possibilità di comprendere è stata quella che riguarda il contratto con il o i fornitori. Ha aggiunto, vedendo la mia espressione, che le clausole contrattuali permettono, con l’accordo delle parti, una reale forma di salvaguardia reciproca.

 

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