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Casinò Campione, inizia il count down?

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Entro fine anno è attesa la riapertura della Casa da gioco di Campione d'Italia, cresce l'attesa ma ancora ci sono dei nodi da sciogliere.

Allora: considerando che oggi è lunedì 11 ottobre, vuol dire che mancano 82 giorni, ed entro quella data, vale a dire la fine dell'anno, il Casinò di Campione d'Italia dovrebbe essere stato riaperto.
Si tratta dunque di una manciata di settimane, di un paio e poco più di mesi, e poi finalmente la piccola enclave sul lago di Lugano tornerà a nuova vita, forte anche del ritorno (o comunque, “andata”) al lavoro di 174 persone.

Ciò è stato confermato anche nell'udienza che si è tenuta in tribunale a Como lo scorso 4 ottobre. I giudici volevano infatti vederci chiaro sull'iter della riapertura, e sindaco Roberto Canesi e amministratore delegato Marco Ambrosini hanno rassicurato sui lavori in corso, sul massimo impegno per rispettare i tempi e sui passi che si stanno compiendo.

Parole poi ribadite anche a Gioconews.it, da Ambrosini già prima dell'udienza, e da Canesi subito dopo, anche se da quelle di entrambi traspare la consapevolezza che si tratta di un compito arduo e complesso, dove potrebbero entrare in gioco variabili che potrebbero determinare difficoltà e ritardi.

C'è infatti il fronte “assunzioni”, con la trattativa in corso con i sindacati per la redazione del contratto collettivo di lavoro che sarà applicato ai futuri dipendenti. Le parti torneranno a incontrarsi venerdì 15 ottobre e le Ooss stanno lavorando alla prima bozza, ma è evidente che i tempi devono essere stretti, tenendo presente che si deve/vuole riaprire entro fine anno, qualcuno dovrà andare a lavorarci già da qualche giorno prima, al Casinò, se si vuole rispettare una data peraltro non fissata. Tra l'altro, era stata annunciata la pianta organica, sulla quale trapelano tuttavia, e tuttora, pochi dettagli. E cresce l'attesa del bando che sarà emanato per reclutare, appunto, i 174 dipendenti, un'attesa ovviamente grande per gli ex addetti, che vogliono capire se la Casa da gioco ha bisogno ancora delle loro figure professionali, e quale “valore” sarà data alla loro esperienza rispetto ad aspiranti lavoratori che non erano già impiegati a Campione al momento della sua chiusura, il 27 luglio del 2018.

Ma se questo è quanto interessa le persone a livello singolo, ci sono pure tanti altri temi di carattere generale e che hanno la stessa priorità. Riaprire un casinò infatti non significa solo mandare 174 persone a lavorare, ma capire qual è lo stato di manutenzione della struttura, che cosa c'è da riparare, cosa da acquistare ex novo (probabilmente il parco macchine avrà bisogno di una grandissima rinfrescata, ma anche la dotazione informatica del Casinò), solo per citare alla spicciolata alcune esigenze. E da qui, capire quanti sono i costi, e come sostenerli.

Sul punto, il primo cittadino Canesi è stato chiaro e rassicurante: la liquidità della società di gestione del Casinò è sufficiente per la prima fase di riavvio, e si stanno studiando forme per incentivare possibili partner a siglare accordi, anche se non gli si può promettere, visto che per legge non lo si potrebbe mantenere, di entrare della compagine societaria.

Da fuori, risulta abbastanza difficile poter fare una stima anche spannometrica degli investimenti richiesti, e risulta invece abbastanza utile non andare appresso alle tante voci che si accavallano su presunte difficoltà, magari insormontabili, e che potrebbero magari scoraggiare sia i creditori che dovranno votare il piano concordatario che gli investitori che guardano a Campione come a un'opportunità di business, oltre che di rivitalizzazione di un territorio messo a dura prova dalla chiusura del Casinò, che si trova peraltro a ripartire in un contesto post pandemico (sperando che “post” non sia termine troppo ottimistico) e dunque estremamente complesso e assai diverso rispetto alla situazione ante luglio 2018.

In questi mesi, Gioconews.it ha cercato di fare informazione la più asettica e oggettiva possibile, e contemporaneamente di fare il punto, con la maggiore puntualità possibile, sullo stato dell'arte della riapertura, dando la parola ai maggiori protagonisti e agli interlocutori istituzionali. L'intenzione è di continuare con la stessa impostazione professionale, con l'auspicio di poter presto annunciare che i nodi si vanno via sciogliendo, e che il quadro si sta definendo con maggiore precisione.

 

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