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Verso la riapertura del Casinò, ma niente sarà come prima

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Si avvicina la riapertura del Casinò di Campione d'Italia, ma c'è ancora molto da fare e si devono avere attese realistiche.

Cresce l'attesa per la riapertura del Casinò Campione d'Italia, che dovrebbe avvenire entro l'anno, restituendo finalmente un po' di linfa vitale all'intera comunità. E ancora prima, cresce l'attesa per la presentazione della pianta organica che dettaglierà, ovviamente senza fare nome e cognome, “chi” saranno i 174 dipendenti che saranno all'opera della struttura in questa sua prima fase di riavvio, dopo una chiusura che perdura dal 27 luglio del 2018.

In realtà, la pianta organica doveva essere presentata ai sindacati già entro la fine della scorsa settimana, ma qualche giorno ancora si deve aspettare, per averla tra le mani e poterne studiare a fondo i contenuti. Ma con due importanti precisazioni: i numeri ci sono già, e sono contenuti nel piano industriale approvato dal tribunale di Como, e sono comunque inferiori a quelli del “vecchio” Casinò Campione. Al momento della sua chiusura, esso contava 490 dipendenti, alla sua riapertura ne conterà 174. Questo siginifica che 316 di essi, più o meno, non riavranno il loro posto di lavoro, una condizione triste ma purtroppo obbligata, se si vuole consentire al Casinò di ripartire con buone prospettive di sopravvivenza e di sostenibilità economica.

Poi, ci sarà chi sarà assunto successivamente, chi potrà trovare impiego nei servizi che saranno esternalizzati, ma certamente il “nuovo” Casinò avrà un volto solo all'apparenza identico a quello che era prima. E si collocherà in un contesto da un lato fortemente segnato dalla pandemia, dall'altro in un mercato del gioco ticinese che nel frattempo ha trovato i suoi equilibri, con i concorrenti svizzeri che ovviamente sono pronti a collaborare e a fare sistema con il “gigante” italiano, ma che altrettanto ovviamente non sono disposti ad accoglierlo con un “prego, si accomodi, noi togliamo il disturbo”.

Tutte queste considerazioni non per gelare gli entusiasmi, come ben sanno i campionesi che da sempre hanno trovato in Gioconews.it una testata che ha seguito passo passo le loro vicende, solidarizzando con essi, ma per portare le loro aspettative su un piano realistico. Un piano, dunque, ottimistico, ma che deve tenere conto delle difficoltà ancora da superare, e del fatto che la riapertura sarà innanzitutto solo l'inizio di una prova e, poi, non la soluzione di tutti i problemi.

Nel corso di questi difficili anni molti ex dipendenti hanno trovato un'altra occupazione, come hanno dovuto fare quelli che a causa del dissesto finanziario hanno dovuto lasciare il loro incarico in Comune. Per tutti, c'è stato un drastico ridimensionamento individuale e collettivo della prospettive e del tenore di vita, che sarà in parte allentato dalla riapertura, ma nella consapevolezza che si camminerà su un filo sottile, dove tutti i costi, anche aziendali, dovranno essere tenuti attentamente sotto controllo.

 

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