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Casinò Campione, i lavori silenziosi per la ripartenza

  • Scritto da Anna Maria Rengo

A Campione d'Italia grandi preparativi per la ripartenza del Casinò, settembre sarà un mese decisivo.

Sembra che tutto taccia, e in effetti, almeno ufficialmente, è così. Ma se è stata un'estate di grande lavoro, a Campione d'Italia, l'autunno promette di non essere da meno. L'obiettivo e la speranza sono infatti di riuscire a rispettare quanto scritto nel piano di concordato in continuità approvato, e peraltro auspicato, dal tribunale di Como: riaprire la struttura entro la fine del 2021, ponendo dunque termine a un'inattività che si protrae dal 27 luglio del 2018, ossia da quando lo stesso tribunale lariano aveva sentenziato il fallimento per insolvenza della sua società di gestione, un provvedimento poi annullato dal tribunale del Riesame di Milano, con una decisione confermata dalla Corte di Cassazione ma che non ha ancora portato al riavvio dell'attività.

In questa lunga via crucis, il momento di svolta è arrivato, e già entro la settimana, almeno secondo quanto apprende Gioconews.it, dovrebbe iniziare ad abbozzarsi concretamente la nuova pianta organica della Casa da gioco. Di certo c'è che sarà composta da 174 dipendenti, ma come essi saranno ripartiti (anche se si pensa che 100 circa saranno al ramo giochi, gli altri saranno addetti a quello amministrativo) e quali saranno i criteri di selezione, sono le domande che in queste giornate serpeggiano lungo le ridenti stradine dell'enclave, visto che l'attesa di molti, moltissimi, è di poter tornare a lavorare al Casinò, fermo restando che la sua riapertura darà una boccata di ossigeno all'intera economia e alle attività ricettive e ristorative della zona.

Sempre in questi giorni, si procederà al vaglio dei curricula (questi già arrivati) in merito al bando emanato dal Comune di Campione d'Italia per trovare i componenti del nuovo consiglio di amministrazione. Entro una decina di giorni, sempre secondo quanto apprende Gioconews.it, si farà il punto sulle domande pervenute e certamente, anche in questi caso, l'obiettivo è di fare presto. Di essere operativi in quella che è una grandissima sfida: far ripartire un casinò che in molti avevano pronosticato non avrebbe più riaperto. E invece c'è stato chi, come la nuova amministrazione comunale, ci ha creduto, che la "vecchia" società sarebbe potuta ritornare in vita, una eventualità considerata come la strada più agevole per la ripartenza del Casinò, tanto più che in questi tre anni non si sono accesi motori economici alternativi, sicuramente almeno non della potenza del Casinò.

Per ora siamo nei tempi, certo lenti per chi è senza lavoro da tre anni, e dunque la possibilità che la tempistica sia rispettata è concreta. Ma mancano solo quattro mesi alla fine dell'anno, e risvegliare un gigante addormentato da tre anni, con tutti gli acciacchi che nel frattempo può aver sviluppato e in un contesto completamente diverso rispetto a tre anni fa (quando la parola "pandemia" la sentivamo solo nei film carastrofici degli anni Ottanta, tanto per fare un esempio), non è una cosuccia da poco conto. Le prossime settimane saranno dunque decisive, e contribuiranno a delineare un nuovo scenario del gioco sia in Italia che nel Ticino.

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