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La grande attesa degli ex dipendenti del Casinò Campione d'Italia

Lavori in corso a Campione d'Italia, e gli ex dipendenti del Casinò attendono di sapere se e come saranno riassunti.

Estate di lavori silenziosi, a Campione d'Italia. Anche se la Casa da gioco resta chiusa, e così è dal 27 luglio del 2018, l'obiettivo che Comune e società si sono dati, avallato anche dal tribunale di Como che ha ammesso il concordato in continuità, è di riaprire entro la fine dell'anno.

Un obiettivo la cui realizzazione costituirebbe (anzi, usiamo direttamente un più ottimistico "costituirà") la chiave di volta per porre fine alla situazione di gravissima crisi in cui l'intera enclave è precipitata dopo la chiusura del Casinò, a fronte di una dichiarazione di fallimento da parte del tribunale lariano che è stata annullata dalla Corte di Cassazione.

Ovviamente, ci sono tanti passi da compire prima di poter riaprire, ma altrettanto ovviamente quello che sta più a cuore agli ex dipendenti è sapere se, quando e quali condizioni potranno essere riassunti. Certo è che si partirà con una dotazione organica iniziale di 174 dipendenti, e che a settembre si avvierà l'iter per procedere alle selezioni, che saranno precedute anche da incontri tra azienda e sindacati. Sicuramente 174 dipendenti rispetto ai quasi 500 di quando il Casinò aveva chiuso sono poca cosa, ma sono comunque un punto da cui partire, per poi sperare di poter ampliare ulteriormente la pianta organica. Ma intanto, questa pianta va definita, e c'è grande attesa, appunto, per sapere quali saranno i parametri per sapere chi sarà dentro e chi sarà fuori.

In questi giorni hanno suscitato dunque grande interesse le anticipazioni della stampa locale su come, dal punto di vista lavorativo, il Casinò sarà organizzato: si parla di 100 addetti ai giochi, e degli altri dipendenti da destinare a ruoli amministrativi, ma forse è ancora un po' prematuro (certo, non per chi è senza lavoro da oltre tre anni) conoscere con esattezza tutti i dettagli della pianta organica che deve essere messa ancora a punto.

Una cosa, purtroppo o forse per fortuna, è certa: i fasti del passato sono da scordare. E questo è un bene dal punto di vista che Comune e società intendono creare le condizioni perché il Casinò possa reggersi con le sue gambe, e non rotolare verso la pericolosa china che l'ha portato sull'orlo del fallimento, infine evitato ma non senza pesantissime conseguenze e non senza il rischio che questo spettro possa tornare ad aleggiare sulla Casa da gioco.

 

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