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Casinò, il tempo della ripresa aspettando il Green pass

Dopo la loro riapertura, i casinò tricolori stanno vivendo un buon momento, ma ora arriva la prova Green pass.

Luglio positivo, per i casinò italiani, che lo chiudono con incassi in crescita sia rispetto allo stesso mese dell'anno passato, come è il caso di Sanremo, che rispetto a un 2019 in cui il Covid era ancora da venire, come dimostra Venezia.

I conti si fanno, se non alla fine, almeno più avanti, ma certamente le buone performance delle case da gioco tricolori fanno ben sperare che il conto della pandemia possa essere almeno in parte alleggerito, dopo un anno e mezzo di chiusure e restrizioni che hanno inciso gravemente su aziende, proprietà, dipendenti ma anche sui territori di riferimento.

Inoltre, tali performance dimostrano che la voglia di divertirsi e di giocare "live" c'è: resta da capire se come forma di rivalsa dopo i (troppi) mesi passati in casa, davanti a un dispositivo mobile, o in forma strutturale. Ma certamente i casinò possono cavalcare l'onda del tanto sognato ritorno alla normalità, magari facendo tesoro della lezione e delle innovazioni che il coronavirus ha imposto a tutti, aziende dell'intrattenimento in primis.

E se dunque bisogna ancora aspettare del tempo per capire se, a parità di condizioni, l'andamento dei casinò diventerà trend, un'altra sfida li aspetta a partire dal 6 agosto, vale a dire l'obbligatorietà del Green pass per accedere alle sale. Sicuramente questo è un onere e una procedura in più, e in altri settori viene visto (tralasciando le discussioni sulla sua limitazione alla libertà delle persone) come un forte disincentivo al business, ma c'è da dire che nei casinò l'identificazione dei clienti avviene già, da sempre, al momento del loro ingresso nelle sale, e dunque i possibili effetti dissuasivi sui giocatori più gelosi della loro privacy sono senz'altro attenuati rispetto ad altre location dove ora si entra liberamente, senza dover mostrare la carta di identità.

Tuttavia, al di là degli esiti attesi e sperati, le ripercussioni di qualsiasi provvedimento viene adottato, in qualsiasi campo, si rivelano solo a posteriori, e al momento risulta un po' difficile immaginare cosa accadrà quando, al momento di decidere di andare giocare, ci si dovrà munire del Green pass. Sicuramente, per ora, la scelta di imporlo, se doveva essere alternativa a una nuova chiusura, è senz'altro preferibile.

 

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