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Casinò alla prova Green pass

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Anche nei casinò l'accesso sarà consentito solo ai possessori di certificazioni verdi.

Dal 6 agosto si cambia, e l'accesso ai casinò sarà consentito soltanto ai possessori di Green pass che attesti di aver ricevuto almeno una dose di vaccino, di essere guarito dal Covid o di essersi sottoposto a un tampone con esito negativo.

Tanto ha disposto nei giorni scorsi il Governo guidato da Mario Draghi, allo scopo di arginare la diffusione della variante Delta e, con essa, il rischio che si sviluppino ulteriori mutazioni del virus originario, magari più pericolose o più resistenti agli attuali vaccini,
Del resto, che la guerra che l'intero pianeta ha dichiarato al Covid non sia tuttora vinta, lo si sospettava da tempo: troppe volte il facile ottimismo ha lasciato il passo a nuove ondate, e anche l'arrivo dei vaccini non ha ancora fatto scrivere la splendida parola "fine" a questa ben più che annosa vicenda.

Ben venga, in questo scenario tuttora incerto, che l'intento del Governo sia quello di scongiurare nuove chiusure, che, c'è da temerlo a ragione visti i precedenti, andrebbero subito o quasi subito a colpire il settore del gioco, considerato a rischio medio-alto e troppo spesso ritenuto come attività "non essenziale" e magari, all'occorrenza, da punire. Piuttosto, non senza divisioni e polemiche, si è scelta la strada di incentivare il più possibile il ricorso alle vaccinazioni, attraverso l'imposizioni di limitazioni a chi non ha ancora voluto sottoporvisi.

Lasciando a un'altra sede la disquisizione sulla libertà individuale delle persone e sui limiti che è lecito moralmente e legalmente porle, ci limitiamo in questa a sottolineare che sicuramente l'obbligo del Green pass creerà nuovi obblighi e incombenze per le case da gioco, che dovranno verificare anche questo requisiti dei loro clienti, magari avvalendosi dell'app di recentissimo annuncio da parte del Governo. Tuttavia, è uno scenario preferibile alla chiusura e, contemporaneamente, potrebbe avere come effetto quello di incoraggiare le persone a recarsi nei casinò, avendo una maggiore certezza, rispetto a quanto avviene ora (quando peraltro vengono fatti rispettare dei protocolli assai stringenti e rigorosi) che si tratta di luoghi sicuri, inaccessibili a persone a rischio e quindi frequentabili con maggiore serenità e sicurezza. Questo è l'almeno il nostro auspicio, perché certamente la martoriata industria del gioco pubblico e legale non ha bisogno di ulteriori restrizioni a disincentivi. La chiusura dei casinò, per restare nel loro specifico ambito di riferimento, ha messo a durissima prova aziende, dipendenti e proprietà, e anche quella attuale è tutt'altro che una situazione di "normalità".

Si opera infatti con restrizioni di capacità e comunque tornare ai felici anni pre-pandemia richiederà tempo, sempre che almeno parte dei comportamenti collettivi, in materia di gioco ma non solo, non siano ormai definitivamente modificati.

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