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Verso il futuro, ricordando il passato

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I casinò voltano pagina grazie alla riapertura post Covid, fra pesanti perdite di incassi e speranze per il futuro.

Dal 25 giugno si volta finalmente pagina. Tutti e tre i casinò italiani tornano in attività, dopo il lunghissimo lockdown loro imposto a causa della pandemia dai due governi che si sono succeduti, il primo guidato da Giuseppe Conte e l'altro da Mario Draghi. I casinò di Venezia e di Sanremo hanno potuto riaprire, grazie al passaggio delle rispettive regioni in zona bianca, il 7 giugno, mentre quello di Saint Vincent, in virtù dell'ordinanza del governatore Erik Lavevaz che anticipa di poco il passaggio della Valle d'Aosta dal giallo al bianco, potrà farlo con qualche giorno di anticipo rispetto al prevedibile 28 giugno.

Cosa resta di questo anno e mezzo di chiusura, interrotta solo da qualche mese di attività la scorsa estate? I conti sono ovviamente drammatici, visto che aziende e conseguentemente proprietà si sono visti azzerare gli incassi e i trasferimenti, con ricadute pesanti sui bilanci, comunque gravati da costi fissi, pur alleviati dal massiccio ricorso alla cassa integrazione. Resta la consapevolezza di come il settore sia stato scarsamente considerato al momento di valutare la sua essenzialità e frettolosamente giudicato al momento di esaminare la sua pericolosità dal punto di vista sanitario.

Ma questo non vuole essere l'editoriale delle polemiche: piuttosto, quello della rinascita. Dopo mesi di chiusura generalizzata, lo si vede ovunque ci si giri, c'è voglia di vivere, di socializzare, di divertirsi, di non farsi mancare un evento culturale. E di questa voglia generalizzata i casinò hanno la possibilità di approfittare, essendo comunque sopravvissuti, per quanto non senza ferite e cicatrici, all'urto della pandemia, e anch'essi, assieme ai loro dipendenti e proprietà, con tanta voglia di riscatto e di tornare finalmente a lavorare, senza continuare a chiedere "ristori", come si faceva con Conte, o "sostegni", come si fa ora con Draghi.

Le sfide erano già tante prima, ma sicuramente sono state moltiplicate dalla pandemia, perchè ora bisogna recuperare, e in fretta, incassi e margini, e d'altro canto occorre considerare che la citata voglia di vita, che sicuramente aiuta la ripresa, andrò a scemare e ad attestarsi su una quotidianità nella quale molto conterà anche le difficoltà economiche che l'emergenza sanitaria ha lasciato in dose a numerose famiglie, e non solo italiane.

Non ci si deve e non ci si può dunque lasciare a facili entusiasmi, tanto più che, anche se alla fine a giugno il gioco è ripartito, lo ha sempre fatto tra gli ultimi settori economici, lasciando senza parole persino quelle cassandre che, messe a zittire con l'appellativo di 'sei troppo pessimista', pronosticavano che sarebbe potuto ripartire a febbraio 2021.

Il sistema casinò, grazie anche alla saggezza delle proprietà che hanno capito il momento difficilissimo, ha retto, ma i conti finali non sono stati ancora fatti ed è probabile che ci saranno ancora dei costi aggiuntivi da includere.

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