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Casinò, in cerca di zona bianca e di certezze

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I casinò restano chiusi in zona gialla fino al 1° luglio, ma cosa si potrà e vorrà fare in zona bianca?

Almeno un po' di chiarezza, please. La meritano i casinò, i loro dipendenti e le loro proprietà, alle prese con l'ultimo Dl Covid che fissa la ripartenza del gioco in zona gialla dal 1° luglio, prevedendo tuttavia il ritorno della zona bianca, nella quale teoricamente tutti i divieti e le limitazioni dovrebbero cadere, fatto salvo l'obbligo di indossare le mascherine e di mantenere il distanziamento sociale.

Teoricamente, a una prima e assai sommaria interpretazione, questo significa che da quando una regione tornerà bianca, il gioco potrà automaticamente ripartire: qualora si trattasse della Liguria, del Veneto o della Valle d'Aosta, anche i casinò. Tuttavia, il caso Sardegna ha insegnato, non è affatto detto che sia così ed esistono tuttora tre scuole di pensiero: in zona bianca riparte tutto senza se e senza ma, in zona bianca riparte tutto ma il governatore può porre ulteriori restrizioni e quindi non far riaprire quello che teoricamente potrebbe riaprire, in zona bianca non riparte niente in quanto è il governatore a decidere che cosa far ripartire e cosa no.

Il governatore della Regione Sardegna Solinas aveva acceso la terza opzione, ovviamente con l'intento, anche ragionevole, di garantire una ripartenza ordinata e graduale, e senza prevedere il gioco. Poi, la bella isola ha cambiato colore, le zone bianche sono state addirittura sospese dal governo e dunque la questione è stata, almeno per allora, superata. salvo tornare di stretta attualità ora, con gli occhi che sono puntati su quanto il Governo vorrà e potrà fare per dare chiarezza su una questione che riguarda non solo il settore del gioco, ma anche di altri che stanno addirittura messi peggio,come quello delle discoteche. La cosa migliore, sotto un certo punto di vista, è che si metta a livello centrale un punto fermo e univoco, di non arbitraria e soggettiva interpretazione. Altrimenti, non resta che "sperare" nei governatori, e in quello che essi faranno per far ripartire un settore che rischia di non alzarsi più dal colpo inflitto non solo dal Covid, ma dalle decisioni fortemente punitive e, diciamolo pure, ideologicamente condizionate, che i due governi che si sono succeduti hanno riservato al settore del gioco.

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