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Il vento della normalità soffia sul gioco

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Nei casinò europei si torna a giocare, mentre i legislatori italiani devono ancora decidere la data di riapertura del settore.

Lo si è visto anche nel passato fine settimana. La gente ha voglia di normalità e di riappropriarsi di quanto il Covid-19 le ha tolto per più di un anno: socialità, intrattenimento e cultura. Insomma, di quello "svago" che, visto dall'altra parte del campo, ossia da chi opera in questi settori, è anche "lavoro", con piena dignità e legalità.

Per oltre un anno, in Italia, il gioco legale è stato considerato, al pari di palestre, cinema, teatri, ristoranti, come un'attività non necessaria, per di più con una connotazione negativa dal punto di vista morale che ha fortemente contribuito, come da sempre più numerose parti si asserisce, a farlo chiudere per primo e decidere che va riaperto per ultimo, o quasi, pericoloso o meno che sia dal punto di vista sanitario.

Casinò compresi, con buona pace della loro componente addirittura più "pubblica" del gioco pubblico, che fa capo all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, visto che sono di proprietà di Comuni e Regione Valle d'Aosta.

Fino a qualche settimana fa, questo sembrava il sentiment generalizzato dell'Europa, "sorda" agli esempi oltre oceano, sia degli Stati Uniti che di Macao, dove in realtà i casinò sono stati chiusi, nel febbraio dell'anno scorso, solo per pochissimo tempo.

Ma ora il vento sta cambiando, e l'Italia inizia a essere accerchiata da paesi dove si è ripreso in sicurezza a giocare. Nei casinò svizzeri, che hanno riaperto il 19 aprile, ma anche a San Marino, dove la sala Diamond festeggia la sua prima settimana di ritorno al lavoro. A dimostrazione innanzitutto che la campagna vaccinale sta producendo i suoi effetti positivi, ma anche che non è più pensabile e accettabile, pena fare danni irreparabili, continuare a tenere chiuso il gioco legale.

L'impressione è che questa consapevolezza inizi a essere propria anche dell'opinione pubblica, ma bene fanno gli operatori di gioco e le organizzazioni sindacali a tenere alta l'attenzione, con manifestazioni pubbliche come quelle in programma in questa settimana e alle quali, per la prima volta, aderiranno anche le Ooss che rappresentano i dipendenti del Casinò di Venezia.

A Saint Vincent e Sanremo si è deciso per un profilo più basso, quindi sostenere la protesta attraverso delle note, nel timore di possibili criticità con altre categorie economiche che anch'esse hanno pagato un conto assai salato alla pandemia. Ma indipendentemente dalla forma scelta, nessuna decisione definitiva è stata presa circa le riaperture, ed è dunque bene continuare a fare sentire la voce del gioco legale, tra quelle più inascoltate, forse perché più "scomoda" da sentire.

 

 

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