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Casinò, i primi saranno gli ultimi

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Ancora una doccia gelata sui casinò italiani, nessuna data per la loro riapertura.

Mentre i casinò svizzeri hanno riaperto da oggi, lunedì 19 aprile, mentre San Marino si appresta a concludere la sua campagna vaccinale e a riaprire le poche attività che sono ancora chiuse, in Italia è tempo di leggere il vangelo di San Matteo e la parabola dei lavoratori della vigna, con il suo celebre e commentatissimo passo "Così gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi". Ovviamente, il riferimento non era certamente studiato per il frangente attuale, e tantomeno per i casinò, mentre è invece adeguato definire "beati" gli ultimi, che sono stati i primi a riaprire. Certamente, invece, i casinò sono stati i primi, a chiudere, e di questo passo arriveranno "buoni" ultimi, in sparuta compagnia, al traguardo della ripartenza, che i più ottimisti stimano in metà giugno, e i più (speriamo di no) realisti, addirittura a luglio.

Cambiano i governi, ma anche il "tecnico" Mario Draghi, che pure ha dato retta a chi gli consigliava di riaprire, visto che i dati sono in controtendenza e che così proseguendo si rischia di uccidere l'economia e/o di affossare di debiti lo Stato, ha ritenuto di non occuparsi ancora di gioco, nella sua interezza, e di casinò nello specifico.

Con buona pace dei protocolli adottati, dei soldi che sono costate le misure sanitarie adottate, del fatto che i casinò si sono dimostrati luoghi sicuri sia in Italia che nei tanti altri paesi del mondo dove sono tornati in attività da tempo, dei loro grandi spazi interni a disposizione, della gravissima difficoltà che la prolungata chiusura pone alle stesse proprietà pubbliche.

Pensare che le nuove disposizioni contengono almeno una delle misure fortemente attese dai casinò: torna infatti la zona gialla, con conseguente livero spostamento tra regioni di questo colore, e si stanno mettendo a punto i dettagli del pass necessario per spostarsi in caso di colori diversi: una condizione che almeno nel caso del Saint Vincent Resort & Casino è indispensabile per garantirsi una certa redditività in caso di riapertura.

Certo, resta l'altro grosso problema, rappresentato dal coprifuoco alle ore 22, che non è certo orario consono per una forma di intrattenimento principalmente serale notturno, ma che pare destinato a essere posticipato, viste le difficoltà che creerà a breve anche a ristoranti, teatri, cinema, ecc..

Resta la necessità di una forte azione politica perchè si facciano presenti, nelle sedi governative, le gravissime difficoltà dell'intero settore del gioco e la necessità che lo si valuti al pari di una qualsiasi altra attività: quindi esaminando il suo grado di pericolosità dal punto di vista sanitario e le conseguenze che la sua prolungata chiusura sta provocando.

 

 

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