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Casinò senza Sostegni e in attesa di Governo

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Delusione e rammarico per l'esclusione dei casinò dalle disposizioni previste del decreto Sostegni.

Non avrebbero cambiato la vita, 150mila euro, ad aziende che in tempi "normali" (non questi, dunque) fatturano come minimo 50 milioni di euro l'anno. Ma certamente, l'attesa che casinò e proprietà nutrivano nei confronti delle disposizioni nate dopo lunghissima gestazione venerdì della scorsa settimana e attese in Gazzetta ufficiale oggi 22 marzo, erano di altra natura. E invece, nel programma di Sostegni varato dal Governo Draghi i casinò sono esclusi, in quanto la soglia massima per potervi accedere è una perdita di fatturato 2020 rispetto al 2019 di almeno il 30 percento (e qui c'eravamo) ma anche un fatturato che nel 2020 non doveva superare i 10 milioni di euro, nel qual caso, comunque, il contributo a fondo perduto non sarebbe potuto essere superiore a 150mila euro. Poco ha giovato l'innalzamento della soglia da 5 a 10 milioni di euro: niente da fare per i casinò, come del resto per le altre imprese di gioco di grandi dimensioni, e grandi costi.

In questo contesto c'è ovviamente rammarico, ma soprattutto grande preoccupazione per quello che sarà il futuro prossimo dei casinò. Il 6 aprile potranno riaprire? Ci piacerebbe che la domanda non fosse retorica, ma purtroppo l'orientamento che pare emergere, anche alla luce dell'attuale andamento epidemiologico e dell'ancora insufficiente "effetto vaccini", è quello di una possibile proroga della disposizione della sospensione della loro attività.

Una situazione che preoccupa anche le proprietà, anch'esse escluse dal decreto Sostegni, e che già l'anno passato, pur di salvare le società di gestione, hanno rinunciato alla loro quota di incassi, un importo che nei bei tempi "normali" che dicevamo all'inizio serve al normale funzionamento dell'Ente, e il cui venire meno sta già provocando grosse difficoltà.

Non è detta l'ultima parola: nello spiegare le disposizioni del Dl Sostegni, il premier Mario Draghi ha ammesso che lo stanziamento di 32 miliardi di euro complessivi è insufficiente, e che in occasione della presentazione del Def chiederà un altro scostamento di Bilancio.

Ci sono poi i lavori di conversione in legge del decreto, ed è dunque possibile che nei due rami del Parlamento ci sia modo di intervenire, tenendo conto della peculiarità dei casinò e in particolare di come la loro chiusura stia impattando pesantemente sugli enti pubblici di riferimento.
Ancora una volta, però, e questo vale anche per il gioco "pubblico" in generale, non c'è stato il Sostegno atteso, anzi, non c'è stato Sostegno per nulla.

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