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Casino e online, l'occasione mancata del lockdown

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La domanda di gioco terrestre si è canalizzata nell'online durante la chiusura per Covid, ma i casinò non hanno accresciuto la loro quota di mercato.

Lo ripetiamo purtroppo da un anno: il gioco fisico è chiuso e la domanda che non trova soddisfazione in questo canale si è inevitabilmente dirottata, almeno in parte, in quello online e legale. Tralasciamo ovviamente, e magari ne parleremo in un'altra occasione, dei giocatori che hanno smesso proprio di giocare, e di quelli che (in buona o cattiva fede è tutto da vedere, visto il perdurante divieto di pubblicità di gioco e quindi in venire meno di uno strumento che consente di distinguere il legale dall'illegale) lo hanno fatto su siti non autorizzati in Italia, per concentrarci, in questa sede, su un semplicissimo dato di fatto: in questo lungo e difficile anno si è giocato molto di più online, e molti concessionari hanno grazie a questa modalità recuperato almeno in parte quanto hanno perso nel fisico.

Ma lo stesso si può dire anche dei casinò terrestri, che per di più avrebbero avuto della location eccellenti per ospitare il loro online live, ovviamente in riferimento a quei giochi che sono di loro competenza, come roulette, blackjack o slot, ed escludendo invece scommesse, bingo o lotterie?

Analizzando le quote di mercato dei concessionari autorizzati per il gioco online in Italia (casinò terrestri compresi) non pare di poter dire che le case da gioco terrestri abbiano in qualche modo accresciuto la loro presenza, come invece sarebbe stato utile fare, non solo per incassare qualche soldo, ma anche per continuare a tenere fidelizzati i giocatori e comunque a tenere ferma la consapevolezza e la conoscenza dei rispettivi brand.

Sui rispettivi siti dei tre casinò italiani, nell'informare della perdurante chiusura, si informa che tuttavia l'attività prosegue online, ma forse il duplice lockdown, il secondo tuttora in corso, avrebbe potuto essere occasione per puntare di più, e in maniera più strategia sull'online, anche nella consapevolezza che la pandemia è probabilmente destinata a cambiare, o forse accelerare, la progressiva transizione dal mondo "terrestre" a quello "online". Certamente, tutti speriamo, si ritornerà a fare tante cose "in presenza", e tra queste anche giocare, ma è assai probabile che alcune abitudini acquisite, volenti o nolenti, in questi ultimi lunghissimi mesi, resteranno nel nostro modo di fare. E che dunque anche una volta tornati alla normalità, e a una più "fisica" socialità, le attività online continueranno ad avere un ruolo importante nell'attività, lavorativa ma anche ricreativa, di ciascuno di noi.

Da questa considerazione nasce l'invito a voler considerare la pandemia anche come una "occasione" (per quanto odiosa) di rivedere strutturalmente i propri modelli di business. Ben venga dunque una nuova organizzazione del lavoro, così da garantire il distanziamento sociale, la sanificazione degli ambienti, la sicurezza dei clienti, ma molti dei giochi, e chissà, magari anche degli eventi collaterali, avranno anche in futuro una location virtuale.
Nessuno pensa o spera che il Casinò X potrà vivere in tranquillità riversando il 100 percento delle sue attività online, ma sicuramente quest'ultimo ambito deve essere preso in seria considerazione, come (forse) finora non si è fatto.

 

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