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Il silenzio dei casinò

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Casinò ancora chiusi almeno sino al 6 aprile: una decisione che preoccupa fortemente.

Era nell'aria, ma certo, qualcuno sperava in un ripensamento dell'ultimo minuto. E invece, nessuno spiraglio per la riapertura dei casinò, nel nuovo Dpcm che Mario Draghi firmerà a breve e che entrerà in vigore il 6 marzo e fino al 6 aprile, quindi a dopo le festività pasquali. La loro attività resta sospesa, con buona pace (senza polemiche) del fatto che nessun caso di contagio abbia avuto come location i casinò, con buona pace dei massicci investimenti fatti per mettere a norma le strutture e dotarle di rigidi protocolli sanmitarie, con buona pace delle enormi difficoltà che questa prolungatissima chiusura sta provocando alle aziende, ma anche alle loro proprietà pubbliche.

Una situazione insostenibile, ma che al momento pare, probabilmente a ragione, inopportuno commentare pubblicamente. Tant'è che le osservazioni raccolte da Gioconews.it tra aziende e proprietà, ma solo "privatamente", si limitano a "aspetto, non so più cosa dire", "per adesso meglio di no" e a dichiarazioni di natura similare.

Certo è che il casinò di Saint Vincent, che ha peraltro ha in corso un iter concordatario, ha già fatto sapere, tramite il suo amministratore unico Filippo Rolando, che è in grado di reggere solo fino all'estate.

Certo è che il Comune di Venezia ha in pratica dovuto rinunciare a tutti gli introiti derivanti dal casinò nel 2020, per salvare l'azienda, e di questo passo dovrà lasciarglieli anche per l'anno in corso (fermo restando che al momento sono pari a zero euro), con tutte le conseguenze nefaste per il proprio bilancio.

Certo è che pure Sanremo soffre gravemente la chiusura e che ha dovuto rinunciare a tutti gli introiti della Casa da gioco per l'anno passato, un "regalo" che chissà se può permettersi di replicare anche nel 2021, ma che pare obbligato, se non si porrà rapido rimedio alla situazione attuale, come peraltro pare poco probabile nel breve termine, visto che le nuove disposizioni valgono sino al 6 aprile e che l'unica chance per poter riaprire prima è che la regione di appartenenza diventi zona bianca, uno scenario che purtroppo è abbastanza lontano e che comunque non risolverebbe il problema a Saint Vincent.

In questo contesto, il silenzio diventa sconforto, ma anche attesa: realisticamente, del decreto Ristori, anzi Sostegni, come il neonato esecutivo ha deciso di chiamarlo, e stavolta non solo i casinò, ma anche le proprietà, si aspettano che si tenga conto concretamente dei loro enormi problemi. Stavolta l'attesa non dovrebbe essere lunga: da mesi si attende il Ristori cinque, e ora che il governo ha trovato il suo nuovo assetto pare prossima l'emanazione del ribattezzato decreto, che peraltro ragionevolezza vuole che sia più o meno contestuale con il nuovo Dpcm.

 

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