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Rosso, arancione, giallo: chiuso!

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Buona parte dell'Italia torna gialla, ma i casinò lasciano comunque chiuse le strutture che potrebbero riaprire.

L'Italia cambia in buona parte colore da oggi, lunedì 1° febbraio, e diventa, tranne qualche punteggiatura arancione, gialla. Per quanto interessa nello specifico il settore di cui trattiamo, i casinò (in questo caso terrestri), sono tornate gialle tutte le regioni che li ospitano: Liguria, Veneto e Valle d'Aosta. E l'auspicato e atteso cambio di colore sta a significato che, anche se l'attività dei casinò è sospesa ai sensi dell'ultimo Dopcm fino al 5 marzo, bar e ristoranti possono riaprire aperti, ovviamente nel rispetto di rigorose misure sanitarie e in orario che va dalle 5 alle 22 (dopo scatta il coprifuoco). Fino alle 22 è consentito il servizio da asporto e la consegna a domicilio, mentre per i bar la possibilità di asportare cibi e bevande cessa alle ore 18.

Ciò premesso, non cambia assolutamente nulla per i casinò, che hanno deciso di lasciare chiusi i bar e i ristoranti che avrebbero potuto teoricamente riaprire. Una scelta di buon senso, purtroppo, visto che si tratta di strutture principalmente a disposizione della clientela che si reca a giocare o per assistere a eventi o spettacoli, che (fateci abbondare con i "purtroppo") restano al momento vietati. Strutture che sarebbero pensate anche per i turisti, altra tipologia di clientela che, fino a quando le condizioni sanitarie generali non miglioreranno e continuerà a essere vietato lo spostamento tra le regioni (anche entrambi gialle, la scadenza di questa norma è per il 15 febbraio) sarà assai scarsa.

Insomma, se oggi nella maggior parte delle regioni italiane si tira un sospiro di sollievo, i casinò non hanno alcun motivo per gioire del fatto di trovarsi finalmente in giallo, se non ovviamente per gli altri e per l'attesa che, prima o poi, toccherà anche a loro tornare in attività, tornare a dare lavoro e tornare a creare benessere e fondi pure per gli enti di riferimento.

Difficile che la crisi politica tuttora in corso e che culminerà domani, 2 febbraio, con la nuova salita al Colle di Roberto Fico, possa aiutare la ripresa dei casinò. La crisi di governo ha intanto bloccato tutte le attività parlamentari, tranne quelle correnti, con la conseguenza che l'unico provvedimento "di peso" al momento in discussione è il disegno di conversione in legge del decreto Milleproroghe, a cui peraltro sono state presentate proposte di modifica riguardanti le società partecipate dagli enti pubblici, e per l'atteso decreto Ristori quinto i tempi sono destinati ad allungarsi, visto che al momento tutti sono impegnati nel capire se ci sarà un nuovo governo, e quali saranno i programmi e i suoi componenti.

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