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Casinò, il tempo del lockdown bis

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Secondo durissimo momento per i casinò italiani, alle prese con un secondo lockdown.

Casinò chiusi almeno fino al 24 novembre. Ma c'è da aspettarsi che il prossimo Dpcm inasprirà ulteriormente le misure prese per fronteggiare la seconda ondata di contagi da Covid-19, e magari prorogherà la scadenza fissata con il decreto entrato in vigore lunedì 26 ottobre.

Un colpo durissimo per i casinò, che sarà assai parzialmente ammortizzato dalle previsioni del decreto Ristori (un indennizzo pari al 200 percento, con un tetto massimo di 150mila euro. Un colpo inevitabile, almeno secondo il Governo, che ha deciso la chiusura di tutte le location di gioco, senza valutare più che tanto se sono state davvero e se sono davvero luoghi a forte rischio. Un colpo che arriva ad uccidere la speranza che l'anno, in qualche modo, si potesse "raddrizzare", senza infliggere ripercussioni alle aziende, ai lavoratori e alle loro proprietà. Già, perché a differenza del gioco cosiddetto "pubblico", le cui entrate finiscono nelle casse erariali centrali, quelle dei casinò, per convenzione, finiscono nelle casse dei Comuni e della Regione proprietari, con conseguenze pesantissime e immediate.

Tant'è che, soprattutto in quel di Sanremo, è fortissima la preoccupazione per la chiusura della Casa da gioco, una decisione "centrale" che in effetti, lungo la Riviera dei fiori, si è cercato in tutti i modi di scongiurare o di invertire, con esiti che, purtroppo, la pandemia ha reso inevitabili. Anche se fosse accertato che i casinò sono i luoghi più sicuri del pianeta, difficilmente infatti ci sarebbe la volontà o la determinazione da parte di alcuno di riaprirli, senza contare che lo stato d'animo medio degli italiani è ben lontano dal valutare la possibilità di andarsi a "divertire" da qualsiasi altra parte. Con buona pace del coprifuoco che sembra ormai imminente, senza dimenticare i lockdown territoriali che potrebbero venire decisi nei giorni a seguire.

I casinò, come del resto l'intero settore del gioco, sta vivendo dunque il suo momento più difficile, ancora di più visto che lo spiraglio di luce in fondo al tunnel non si vede ancora, e semmai si vede questo tunnel allungarsi e diventare ancora più buio.
Non è semplice trovare motivi di ottimismo in questa situazione italiana, con una Penisola quasi accerchiata da Stati che hanno dichiarato un lockdown generalizzato e ormai prossima a festività natalizie che potrebbero essere le più drammatiche, innanzitutto dal punto di vista sanitario ma a cascata anche sul business, della storia dal secondo dopoguerra in poi.

Per quanto riguarda i casinò, forse la loro natura "pubblica" potrà in parte assicurare loro un'attenzione anche politica che consentirà loro di sopravvivere al colpo che la pandemia ha inflitto a tutto il mondo. Ogni difficoltà può essere anche un'occasione, dicono i saggi. Certamente concretizzare questo detto non è semplice, ma certamente si dovranno studiare tutte le misure per attutire il colpo (la parola più utilizzata in questo cupo editoriale) e per prepararsi a uno scenario nel quale la lotta contro il virus sarà ancora a lungo protagonista.

 

 

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