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Chiusura anticipata casinò, la strada di Conte per evitare il lockdown

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il premier Giuseppe Conte alle prese con il nuovo Dpcm, si tenta di evitare un nuovo lockdown.

La seconda ondata di contagi da Covid-19 è arrivata. Impetuosa, quasi esponenziale ma per ora meno mortale e non ancora sotto controllo. In questo scenario europeo, che non vede l'Italia al primo posto per numero di nuovi casi, si tenta comunque di correre ai ripari, evitando per quanto umanamente possibile un nuovo lockdown che rappresenterebbe per tantissime attività la loro certa morte, visto che solo con grandissima fatica erano riuscite a ripartire dopo la prima chiusura generalizzata.

Non è il caso dei tre casinò tricolori, che in fondo sono riusciti a tornare in attività senza le enormi difficoltà che in altri settore hanno portato le saracinesche a restare definitivamente abbassate, e che ad agosto e settembre hanno registrato incassi certo in calo, ma in misura contenuta.

Tuttavia, anche per loro è in arrivo un nuovo colpo. Dopo i "sì", i "no", e i "forse", alla luce dei nuovi dati epidemiologici, il premier Giuseppe Conte è in procinto di firmare un nuovo Dpcm che conterrà misure che li andranno a riguardare direttamente, vale a dire la chiusura anticipata dei locali a mezzanotte. Se per una pizzeria o una gelateria chiudere a quell'ora non è poi un grandissimo male, soprattutto ora che sta arrivando l'inverno, per le case da gioco un coprifuoco così anticipato cambia molto le cose, e in peggio. I casinò sono, quasi per definizione, dei luoghi notturni, che aprono in tarda mattinata ma che sono frequentati ben oltre il primo dopo cena. Tant'è che attualmente il Casinò di Sanremo chiude, a seconda del giorno della settimana, in un orario oscillante dalle 2,30 alle 3,30, quello di Saint Vincent dalle 4 alle 6 e quello veneziano di Ca' Noghera (Ca' Vendramin resta ancora chiuso) dalle 3 alle 3,30.

Si tratta di ore che verranno sottratte al business, e che difficilmente potranno essere interamente recuperate modificando l'organizzazione interna, o, da parte dei giocatori, le loro abitudini. C'è poi da aggiungere, che ai sensi del decreto legge della scorsa settimana, i governatori avranno la prerogativa di modificare le norme nazionali solo in senso più restrittivo; quelle "ampliative" saranno sottoposte a più rigidi paletti.

Questo è lo scenario che si sta delineando, senza volersi addentrare in una valutazione sull'opportunità e l'efficacie di queste misure, visto che non siamo virologi e che virologi ben più accreditati di noi si stanno accapigliando su tali temi.
Due sole considerazioni: a fronte dell'impennata dei contagi, come pure di alcuni comportamenti sconsiderati che hanno punteggiato la Penisola e che sono tra i responsabili dell'impennata stessa, era evidente che un segnale forte il Governo dovesse darlo. Purtroppo, richiamare al senso di responsabilità non ha portato ai risultati sperati. E la regola del divieto, ovviamente sanzionato salatamente, pare essere, ancora una volta, quella che garantisce i risultati migliori.

La seconda considerazione, che è soprattutto un auspicio, è che tali misure bastino, a evitarne di più drastiche e soprattutto a scongiurare un lockdown nazionale che gli stessi vertici di governo sono i primi a voler evitare. Perché è evidente che non solo a livello individuale le persone non ne possono più (e lo dimostrano anche gli assembramenti record e la voglia di evasione che hanno caratterizzato questa pericolosa estate 2020), ma anche la più "fredda" e meno umorale economia non reggerebbe a un urto del genere. Al di là dei ritardi, delle mancanze, della mancata attivazione del Mes, i soldi pubblici non sono inesauribili, l'indebitamento è alle stelle e non si può sperare che in Italia (come del resto nel mondo), lo Stato si sostituisca a un'economia messa troppo a lungo in freezer.

NIENTE CHIUSURA PER I CASINO' - E invece la chiusura anticipata dei casinò è stata scongiurata. Nel nuovo Dpcm, si dispone che "solo" i loro bar e ristoranti dovranno chiudere a mezzanotte.

 

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