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Post elezioni e Casinò, la parola ai giudici

All'indomani delle elezioni amministrative, tornano di strettissima attualità le vicende legate ai casinò tricolori.

Luigi Brugnaro confermato sindaco di Venezia al primo turno, con il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta che resta dunque a occuparsi anche dei dossier relativi al gioco pubblico e ai casinò. A Campione d'Italia Roberto Canesi eletto sindaco, in questo caso all'unico turno visto che non era previsto ballottaggio, e in Valle d'Aosta vittoria della Lega, che pare però destinata a non governare in quanto si profila, in Consiglio Valle, un asse all'insegna di "tutti contro uno" (la Lega, appunto). In Liguria netta riconferma del governatore uscente, Giovanni Toti, per una coalizione che, assicura il neo-rieletto, andrà avanti per i prossimi cinque anni.
Questo il quadro che esce dalle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre, nei territori che ospitano i casinò, un "regalo" che i legislatori nazionali avevano voluto fare loro in vista delle particolari condizioni geografiche (basti pensare alle esigenze di bilancio che ha il Comune di Venezia, che deve amministrare una città tanto magnifica quando bisognosa di servizi e manutenzione)ma che, almeno nel caso di Campione d'Italia, si è da tempo rivelato un affilato boomerang, in grado in tranciare le gambe a uno sviluppo economico alternativo, o almeno complementare.

In ogni caso, i giochi della politica sono quasi fatti: "resta" da stabilire chi entrerà in giunta, e poi da iniziare a lavorare. Anche se, per quanto riguarda i casinò di Campione e quello di Saint Vincent, i giochi della politica devono attendere la giustizia, con una serie di fondamentali passaggi nelle aule amministrative, contabili e di tribunale nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda il Casinò di Saint Vincent: il 14 ottobre il processo contabile, in Corte dei conti, relativo al presunto danno erariale derivante dai finanziamenti dati dalla Regione al Casinò nel corso degli anni (140 milioni di euro); il 21 ottobre l'udienza pre fallimentare, in vista della quale il Casinò sta lavorando a un nuovo piano di concordato.

Addirittura più complicata, se possibile, la vicenda del Casinò di Campione: in questo caso la data già segnata con evidenziatore fluorescente sul calendario è quella del 3 novembre, quando in Corte di Cassazione saranno discussi i ricorsi presentati contro la sentenza della Corte d'appello di Milano che ha annullato il fallimento della sua società di gestione.

In questo ingombrante contesto giudiziario, la politica deve necessariamente attendere, in quanto qualsiasi passo da intraprendere non può prescindere dal percorso parallelo e autonomo che le due vicende stanno seguendo in Corte dei Conti, Tribunale di Aosta e Corte di Cassazione. Poi, sicuramente (e nel frattempo si possono studiare i vari scenari) sarà la volta di intervenire, in ogni caso per salvaguardare due aziende fondamentali per i territori e soprattutto l'occupazione che nel corso dei decenni hanno garantito.

Probabilmente, almeno si spera, la chiusura del Casinò di Campione, ormai da due anni, ha fortemente ammonito i residenti, tra essi chi li amministrerà nei prossimi anni, sui rischi assai concreti e gravi che si corrono a considerare una fonte di reddito come è (era al momento) la Casa da gioco, un bancomat inesauribile di benessere e occupazione.

Si spera che, anche senza questa severissima "lezione", in Valle d'Aosta si sia presa consapevolezza delle necessità di non fare del Casinò di Saint Vincent merce di scambio o di gioco politico, e che quindi, per di più in un contesto di pandemia che ha ridisegnato valori business, si guardi al futuro con serietà e oculatezza.

Intanto, però, gli errori del passato si pagano, e il conto (o magari che non c'è da pagare alcun conto) lo decideranno aule non politiche. Punti fermi sui quali costruire il nuovo futuro di due territori. Nel caso di Saint Vincent, forse, procedendo sulla strada del risanamento già imboccata, in quello di Campione imboccandola, una volta per tutte. Se assieme con la "vecchia" società di gestione o con una "nuova", resta da vedere.

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