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Campione, nuovo sindaco alla prova Casinò

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il nuovo sindaco di Campione d'Italia dovrà subito mettersi al lavoro per affrontare la questione più spinosa: la riapertura del Casinò.

La campagna elettorale è stata tutta, e necessariamente, incentrata sul tema Casinò. E ora, il nuovo sindaco (al momento in cui scriviamo, non sappiamo ancora se sarà Roberto Canesi o Simone Verda) di Campione d'Italia dovrà dare corso alle pur prudenti promesse fatte prima del 20-21 settembre.

Prudenti nel senso che promettere di riaprire il Casinò sarebbe stato irrealistico e non credibile, ma sicuramente entrambi hanno assicurato il massimo e prioritario impegno ad agire su questo fronte. Questo, del resto, è ciò che i campionesi chiedono con massima priorità, dopo due anni di chiacchiere sui problemi dell'enclave che qualche risultato hanno portato, ma non sul fronte del problema dei problemi, ossia, ripetiamo, la mancata riapertura della Casa da gioco, anche dopo che la Corte d'appello di Milano ha annullato la sentenza con cui il tribunale di Como aveva disposto il fallimento per insolvenza della sua società di gestione.

Durante l'animata campagna elettorale sono arrivate due notizie "esterne", sul fronte Casinò, la prima a preoccupare tutti, la seconda a "rassicurare" (per quanto possibile) tutti. Il Viminale, questa è la notizia preoccupante, ha infatti emesso una nota sull'attuazione data all'ordine del giorno del deputato leghista Simone Billi, in merito alle iniziative da avviare per riaprire il Casinò, dicendo, sostanzialmente, che niente si può fare se prima non si conclude la vicenda fallimentare pendente in Cassazione.

La seconda, e questa è la buona notizia, è che finalmente la Corte di cassazione ha fissato l'udienza per discutere i ricorsi presentati contro l'annullamento del fallimento, e tutto sommato poteva andare peggio: il 3 novembre prossimo. per chi aspetta da due anni che ci siano sviluppi giudiziari, dire 3 novembre è come dire domani.
Ma al di là dell'iter giudiziario, che segue il suo autonomo percorso, la politica locale e nazionale non è stata e non può essere sorda alla richiesta di un intervento, o almeno di un ascolto. C'è da dire che, prima causa Covid, ora a causa delle elezioni, il Parlamento e il Governo hanno messo in stand by la questione, ma pare auspicabile e prevedibile che, magari anche sollecitati dal nuovo sindaco (finalmente una guida politica e non solo amministartiva per Campione) possano e vogliano tornare a occuparsene.

Nelle ore in cui scriviamo questo editoriale, mezzogiorno di lunedì 20 settembre, le urne non si sono ancora chiuse, ovviamente neanche a Campione. C'è da essere così certi da non scommetterci neanche, che tutti a Campione non vedono l'ora che arrivi martedì mattina, quando inizierà il rapido spoglio delle amministrative, e finalmente si saprà chi guiderà il martoriato paese per i prossimi anni. Una guida oltre le secche di una crisi economica, occupazionale e sociale senza precedenti, che non possono essere superate senza avere una indicazione chiara sul "se" o, sperabilmente, "come" riaprire il Casinò.

 

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