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Comunali a Campione: due candidati, un obiettivo

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I due candidati a a sindaco nelle comunali di Campione d'Italia affilano le armi ma i loro programmi convergono sulla riapertura del Casinò.

Chi vincerà le elezioni comunali a Campione d'Italia? La lista Campione 2.0, guidata da Simone Verda, oppure Campione Rinasce, che candida a sindaco Roberto Canesi?
Lo si saprà solo il 21 settembre, o forse saranno addirittura le prime ore del giorno 22, e intanto di due contendenti sono in piena attività per presentare i loro programmi ai cittadini, duramente provati da due anni e passa di chiusura del Casinò e da una lunga serie di problemi che sono piovuti, alcuni attesi, sull'exlave italiana che si affaccia sul lago di Lugano.

Al di là della competizione tra i due noti e stimati professionisti, che guidato liste formate da candidati anch'essi noti e stimati a Campione, ci sono due fondamentali punti di convergenza tra Campione 2.0 e Campione Rinasce. Innanzitutto il coraggio di scendere in campo per cercare di mettere ordine in un comune disastrato sotto tutti i punti di vista, tant'è che anche il legislatore ha dovuto riconoscere l'eccezionalità della situazione, intervenendo per esempio sul fronte dei pagamenti dei debiti maturati dal Comune nei onfronti della Svizzera, ma anche sul divieto per i campionesi di utilizzare targhe estere. Bene, anzi benissimo, ma i problemi seri, anzi serissimi, restano, su tutti quello che è il secondo punto di convergenza tra i due programmi elettorali e che è il "padre" di tutti gli altri problemi: la chiusura tuttora perdurante del Casinò Campione.

Con una visione ottimistica o, secondo più severi punti di vista, miope o scellerata, nel corso dei decenni Campione d'Italia ha fatto conto esclusivamente sul Casinò, considerato il bancomat generosissimo del Comune e pronto anche a dare lavoro retribuito e stabile. Perché diversificare? Il motivo era chiaro a molti da tempo, ma è stato capito nella sua interezza il giorno, era il 27 luglio 2018, quando, prima, è stata dichiarata fallita per insolvenza la sua società di gestione, e quando, poi, il Casinò è stato chiuso e tutti i suoi dipendenti sono stati mandati a casa, dove stanno tuttora, almeno coloro che nel frattempo non si sono organizzati diversamente.

Il Casinò resta chiuso nonostante la Corte d'appello abbia annullato la sentenza di fallimento, a causa di un intreccio giuridico-politico, oltre che economico, che non è stato ancora dipanato. Ma di certo, sostengono Verda e Canesi, il Casinò "deve" riaprire. Come e quando, è da capire. Ma il "se" non è in discussione. Un obiettivo condiviso, anche nella battaglia elettorale, e che può essere raggiunto solo coinvolgendo altri soggetti: su tutti la politica nazionale, che spesso ha promesso anche su questo fronte senza finora concretizzare una linea, ma anche tenendo presente i ricorsi in Cassazione pendenti e che rendono, se possibile, ancora più ingarbugliata la matassa.

L'auspicio è che il ritorno a Campione di una guida "politica", e non solo amministrativa come è, con coerenza istituzionale, quella del commissario prefettizio Giorgio Zanzi, possa portare all'avvio di un percorso volto a riaprire il Casinò. Sicuramente, i bei tempi andati non torneranno di certo, e il Covid-19 ha ulteriormente peggiorato le previsioni già al ribasso. Il Casinò mai più, vogliamo per una volta essere categorici/realistici, potrà avere il ruolo che aveva in passato. Ma sicuramente è tempo di capire se può riaprire e se potrà tornare a dare sollievo economico e opportunità occupazionali ai cittadini.

 

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