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Casinò, a testa alta verso il futuro

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Nonostante il grave momento di difficoltà, i casinò guardano avanti e mantengono gli impegni presi anche in termini di investimenti.

L'anno, che era iniziato bene, è proseguito malissimo e non ci sono segnali che la pandemia accenni a finire, anzi. Questo non può e non deve scoraggiare i casinò, duramente messi alla prova dal punto di vista del business, come del resto la quasi totalità delle attività economiche. E questo non ha scoraggiato il Casinò di Venezia, che ha dato seguito all'impegno preso di ampliare la sede di Ca' Noghera, aumentando la superficie disponibile e adeguandosi alle mutevoli necessità del mercato. L'inaugurazione dell'ampliamento, che cade purtroppo in giornate nelle quali il numero dei contagi in Italia è ripreso a crescere a ha ampliamente superato la fatidica "quota mille", è comunque un segno di speranza per un futuro nel quale si possa anche tornare a vivere l'intrattenimento e il gioco in maniera "normale", sia questa normalità vecchia o nuova, dunque con altre forme di socialità.

Certamente, i casinò tricolori avranno ancora molto da tribolare nei mesi a seguire, anche se il ministro della Salute Roberto Speranza ha escluso, proprio in queste giorni, la possibilità di un ritorno a quanto avvenuto nei mesi passati: "“Lockdown, blocchi regionali, divieto di trasferimenti interregionali. Calma, non ci troviamo in questa situazione. Io sono sempre stato e ancora sono per la massima prudenza. Ma bisogna mantenere la calma. Il nostro Paese non si trova nelle condizioni di dover attivare queste misure. Proprio no”. Sono parole confortanti, innanzitutto sul fronte della salute pubblica, che è quello che principalmente interessa anche una testata che si occupa di gioco e sotto il profilo del business, ma che preludono anche a un futuro nel quale la pandemia e la sua eventuale recrudescenza sarà gestita con prudenza ma senza "uccidere" le attività economiche.

Nonostante tutto, e tenendo presente questo "tutto", bisogna andare avanti, cercando un difficile equilibrio tra contrapposte ma complementari esigenze. Nello specifico campo dei casinò, ciascuno è chiamato a fare la sua parte: le proprietà che devono rinunciare a buona parte delle loro pretese economiche (pur essendo anch'esse provate e alle prese con problemi di bilancio), le società di gestione che devono sapere amministrare con oculatezza l'emergenza, i lavoratori e i loro rappresentanze sindacali che devono dare prova di elasticità e flessibilità, come la situazione del tutto nuova ed emergenziale richiede.

Perchè è evidente che il fatturato 2020 dei casinò tricolori sarò di milioni di euro inferiore a quello degli anni passati, e far quadrare i conti diventa difficilissimo, se non impossibile. Solo attraverso uno sforzo collettivo si può tentare di salvare il salvabile. Guardando appunto anche al futuro, quindi portando a compimento i progetti già avviati, come il previsto ampliamento di Ca' Noghera.

 

 

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