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Election day 2020 e casinò, il doppio filo dei candidati

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il 20 e 21 settembre regionali e comunali protagoniste e ancora una volta i casinò entrano nella campagna elettorale.

Elezioni regionali in Liguria, Valle d'Aosta e Veneto, elezioni comunali a Venezia e a Campione d'Italia. L'election day del 20 e 21 settembre vedrà inevitabilmente accendersi i riflettori anche sui casinò, visto che in tutti i territori che li ospitano (od ospitavano, a volere essere estremamente pessimisti sulla sorta di quello di Campione d'Italia) si è chiamati a rinnovare i propri consiglio, regionali o comunali che siano.
Essendo i casinò pubblici, per ora sia nella proprietà che nella gestione, è evidente che essi non potranno non entrare nella campagna elettorale, come infatti si sta già facendo, riportando in auge temi, come ha fatto Rinascimento Valle d'Aosta, come la privatizzazione di quello di Saint Vincent, e altri ancora emergeranno nelle settimane che mancano all'andata alle urne.

In questo 2020 decisamente indimenticabile, il tema "classico" va però affrontato in una duplice dimensione: come affrontare l'emergenza, visto che il Covid-19 non è ancora morto e sta avendo conseguenze assai negative sul business dei casinò e a cascata sui conti degli enti pubblici, e come avere una visione di lungo termine su quello che potrà essere la mission e l'utilità delle case da gioco anche una volta (speriamo!) che si sarà tornati alla più piena normalità, un percorso che in verità sembra ancora abbastanza lungo.

Resta il fatto che la situazione più spinosa era e resta quella del Casinò Campione d'Italia, tuttora abbandonato al suo triste destino e senza alcuna notizia certa su quello che potrebbe essere. Il tavolo istituzionale chiesto a gran voce dai sindacati sulla sua riapertura slitterà, nella migliore delle ipotesi, a settembre, ma del resto, sono due anni e passa che di promessa in promessa il tempo trascorre invano, mentre il mercato si assesta e trova nuovi equilibri: il vuoto trova sempre un qualcosa per essere riempito, soprattutto quando si tratta nel mondo del business. Difficile, in questo contesto in cui la parola spetta alle istituzioni centrali, che "semplicemente" da Campione i candidati a sindaco possano fare qualche promessa che abbia una pura parvenza di concretezza, se non quella di un profondo impegno ad attivarsi nei confronti di Roma. Purtroppo, Campione è "d'Italia", ma in molti se lo stanno scordando. Chissà come i futuri candidati a sindaco prenderanno, a tale proposito, la proposta provocatoria lanciata dall'ex vice sindaco di Campione, Alfio Balsamo, che li ha invitati a rinunciare pubblicamente alla loro candidatura, come forma di protesta democratica allo stato di abbandono in cui l'enclave versa, su questo, che è in verità il tema principale, ma anche su numerosi altri.

 

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