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Casinò, effetto Covid e il peggio deve ancora venire?

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I dati di luglio evidenziano un marcato calo degli incassi dei casinò italiani.

Chi aveva invitato alla prudenza, commentando i dati apparentemente positivi dei casinò italiani, c'aveva visto giusto: se a giugno gli incassi sono stati in linea con quelli dello stesso mese dell'anno scorso, un analogo andamento non si è registrato a luglio. In attesa dei dati di Venezia, sia a Sanremo che a Saint Vincent c'è stato un calo marcato, determinato anche da quello dei visitatori e, in generale, dei turisti.

Purtroppo il Covid-19 non allenta la sua morsa, e anche se il lockdown è finito, si è ben lontani dalla "vecchia" normalità. Turismo da e per l'estero con il contagocce, come pure, con un getto appena più abbondante, quello nazionale, che in ogni caso non sarebbe riuscito a compensare il mancato arrivo di stranieri. Crisi economica serpeggiante, ristrettezze economiche. Prospettive incerte, dal punto di vista lavorativo e con la possibilità di nuovo lockdown, generalizzato o localizzato che sia. Ovvio che con queste variabili tutte in gioco, il risultato non poteva che essere negativo. Il banco perde, rispetto a un 2019 che sembrava preludere all'anno della ripresa. Ma che ovviamente non aveva fatto i conti con la pandemia e con i terribili effetti che sta avendo su scala globale e nazionale. I casinò non potevano fare eccezione, tanto più che rientrato nell'alveo dell'effimero, del ricreativo, ossia di tutto quello a cui è possibile, e forse anche doveroso rinunciare, in un periodo di difficoltà e che non sembra vedere la porta d'uscita.
Purtroppo, vista la proroga dello stato d'emergenza fino al 15 ottobre e in considerazione che l'andamento dei contagi è ancora ondeggiante, è possibile che le misure sanitarie dovranno restare in vigore ancora per qualche tempo, e non ci possono essere certezze sul futuro anche poco meno che immediato.

C'è dunque da supporre che il trend dei casinò possa restare in calo anche nei mesi a seguire, una circostanza che non può che preoccupare sia le società di gestione che gli enti proprietari, per risolvere la quale le soluzioni sono tutt'altro che facili e, in larga misura, solo in minima parte appannaggio dei due soggetti citati. Il timore è naturalmente per la tenuta dei bilanci, ma anche per sul fronte occupazionale, primo "fronte" che potrebbe essere attaccato per cercare di contenere i costi e di adeguarli alla nuova realtà. Si tratta certamente di considerazioni che si sta facendo anche sul fronte politico, aziendale e sindacale e che animeranno un'estate comunque torrida e di lavoro, dove purtroppo sono stati del tutto azzerati i buoni risultati che si erano ottenuti all'inizio del 2020, ma che tuttavia si può affrontare partendo anche da quanto fatto nel 2019: dal contratto collettivo a Venezia al contenimento dei costi a Saint Vincent, Casinò peraltro alle prese con il problema derivante dall'annullamento dell'omologa del concordato che si era raggiunto l'anno passato.

 

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