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Saint Vincent, il casinò senza pace

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Sul Casinò di Saint Vincent torna a pendere lo spettro del fallimento.

Un fulmine a ciel sereno. Almeno per coloro, tanti, che avevano dimenticato, o avevano sottovalutato, il fatto che era stato presentato un ricorso in Corte d'appello, a Torino, contro il decreto di omologa del piano concordatario della società di gestione del Saint Vincent Resort & Casino.

Il secondo grado ha dato ragione ai ricorrenti, e così la parola torna al tribunale di competenza, ossia quello di Aosta, che potrebbe addirittura decidere, visto che c'è giacente una istanza in proposito da parte della Procura, il fallimento della società di gestione.

Una notizia che arriva a poche settimana dell'attesa riapertura del Casinò dopo la pandemia, peraltro con buoni risultati, e mentre è in avanzata fase di esecuzione il concordato, rimettendo tutto in discussione. Ha sorpreso, almeno finora e senza dubbio tenendo conto che le sentenza non andrebbero commentate, il silenzio della politica, che proprio sul concordato ha tanto battagliato in Consiglio Valle, così come prima aveva fatto sui vari piani di risanamento e/o ricapitalizzazione proposto. Certamente gli scenari sono incerti, anche perché, allo stato dell'arte, non è chiaro se sarà possibile ricorrere in Cassazione contro la sentenza della Corte torinese, o se ci sono passi legali alternativi da compiere. Magari, aspettando prima la dichiarazione di fallimento. Non è chiaro neanche che fine faranno le obbligazioni finora assolte ai sensi del piano concordatario in corso, e quali saranno i concreti effetti immediati della sentenza della Corte, che è vero che dispone il rinvio degli atti al tribunale di competenza, ma, nel suo dispositivo, revoca anche il decreto di ammissione al concordato.

Interrogativi pesanti e gravi, sui quali finora nè la proprietà nè la società di gestione hanno potuto dare risposte, almeno pubblicamente. Saranno i sindacati, spesso primi e anche stavolta in pole position, a esaminarli in un incontro in programma lunedì 13 luglio, e che sarà certamente caratterizzato da un profondo sconforto, per questa ennesima tegola caduta sul Casinò e sui suoi dipendenti, che rischiano, per l'ennesima volta, di essere i primi a dover pagare i conti di questo drammatico cambio di scenario che, a dire la verità, non è chiaro a chi giovi. Certamente non a loro.
Purtroppo, a due anni di distanza e in un contesto solo parzialmente diverso, torna d'attualità il tema del fallimento delle società di gestione dei casinò.

A Campione, lo si deve ammettere, la situazione stava da mesi gradualmente precipitando, mentre a Saint Vincent il 2019 aveva rappresentando l'anno della svolta, l'anno in cui si erano rimessi i conti in ordine, tant'è che anche il bilancio consuntivo, di recente approvazione, aveva registrato un ottimo utile. Risultati che non possono e non devono essere vanificati, sempre nel rispetto delle sentenze e dei giudici che evidentemente hanno ritenuto valide le motivazioni dei ricorrenti.

 

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