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Dopo lockdown, proprietà tra esigenze di bilancio e di rilancio casinò

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Comune di Venezia modifica la convenzione con il Casinò almeno per il 2020, un tema di grande attualità dopo il lockdown.

Casinò italiani tornati in funzione, con numeri in verità migliori rispetto alle attese, ma con slot spente, tavoli con minore capacità e, soprattutto, alle spalle mesi di chiusura.
Uno scenario, peraltro in divenire, che preoccupa non solo le società di gestione, ma anche le proprietà, che si sono viste mancare milioni di euro di introiti derivanti dai casinò, con conseguenze pesanti sui bilanci, ma che devono anche tenere conto dell'estrema difficoltà in cui essi stessi versano.

Ecco dunque che rispunta un annoso tema, vale a dire quello della convenzione tra proprietà e società di gestione. Ecco, dunque, che pur avendone tanto bisogno, il Comune di Venezia ha deciso, per quest'anno, di modificare a favore del Casinò la convenzione vigente, e che prevede che Ca' Farsetti trattenga il 25 percento degli incassi della Casa da gioco. Per quest'annno, ha annunciato il sindaco uscente (ma ricandidato) Luigi Brugnaro nel presentare l'assestamento di bilancio, il Comune tratterrà solo il 10 percento, vale a dire quanto gli serve per pagare le tasse, e tutti i restanti incassi restaranno alla Casa da gioco, così da fare fronte alle sue minori entrate e alle sue maggiori spese.

Una decisione saggia e inevitabile, che probabilmente dovrà essere valutata anche a Sanremo, e che arriva mentre a Saint Vincent si approva il bilancio consuntivo 2019, che chiude, per la prima volta dopo anni, con un ottimo utile, ma certamente grazie a una serie di interventi ed eventi avvenuti in un contesto assai diverso rispetto a un 2020 catastrofico a livello mondiale.

Spesso si è detto, in un contesto di normalità oggi molto distante, che i casinò venivano usati come bancomat, e che anche questo aspetto ha contribuito, non poco, al fallimento (poi revocato, ma senza positive conseguenze concrete) della società di gestione di quello di Campione d'Italia. Il tema della sostenibilità delle società di gestione, che devono restare motore occupazionale, sta portando a serie riflessioni e a scelte che fino a qualche tempo fa sarebbero sembrate impensabili. La parola d'ordine, almeno per un bel po' di tempo, sarà "sacrificio". E questo varrà anche per le proprietà.

 

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