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Fase 2, casinò in attesa di indicazioni da Roma

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Entro la settimana il nuovo Dpcm sulla Fase 2 dell'Italia nell'emergenza Covid-19, giochi e casinò alla finestra.

Il decreto del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte che ha riavviato parte delle attività produttive e commerciali italiane prevede misure valide fino al 17 maggio, ed entro quella data si dovrà dunque sapere come procedere dal 18 in poi. Una settimana decisiva, dunque, per il settore dei casinò, parte del quale spera di poter riaprire già dal giorno 18. E in effetti, qualche casinò (Sanremo, tanto per non fare nomi) si è spinto in avanti, mettendo a punto un rigoroso e completo protocollo sanitario sulla base del quale attivarsi per chiedere una pronta riapertura.

Tuttavia, anche se l'ipotesi di riaperture differenziate per regione, a seconda dell'andamento dei contagi, sembra sempre più prendere piede, occorrerà prima aspettare le linee guida del Governo. Che probabilmente le darà, appunto, di carattere generale, quindi equiparando, come è finora sempre stato fatto, sale gioco dedicate e casinò. E fino ad allora, pare abbastanza improbabile che qualche governatore possa accelerare i tempi, soprattutto su un tema così delicato come quello del gioco, e anche dopo che il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Governo contro l'ordinanza della govenatrice della Regione Calabria Jole Santelli, con la quale si era dato il via a riaperture anticipate rispetto al calendario messo a punto dal Governo.

C'è chi pronostica che di giochi e della loro riapertura non si parlerà fino a giugno, mentre altre attività, come ristoranti, bar e parrucchieri, potrebbero avere una ripresa più rapida. E c'è chi si chiede se sarebbe stato utile che i tre casinò agissero in maniera coordinata, magari mettendo a punto un protocollo sanitario condiviso o comunque un piano per la ripartenza in sicurezza che sottolineasse le loro peculiarità (per esempio la loro natura pubblica o anche la grande disponibilità di spazi) e da presentare al Governo. C'è da constatare che, sotto questo profilo, il gioco "pubblico" è stato più attivo e ha fatto maggiore pressing, peraltro in maniera unitaria, sull'Esecutivo. Con risultati che sono ancora da quantificare, visto che per il momento casinò, sale slot e sale Vlt sono sulla stessa barca ormeggiata saldamente in porto, e anzi, nel Dl Rilancio è stata addidirttura prevista una nuova tassazione sulle scommesse sportive, così da alimentare il Fondo per il rilancio delle attività sportive.

Insomma, una situazione fluida e preoccupante, ma che naturalmente va calata e contestualizzata in un'Italia che è tuttora alle prese con la più grossa emergenza sanitaria ed economica dal secondo dopoguerra a oggi.

Di "buono" c'è che nel Dl Rilancio è prevista la proroga per altre nove settimane della cassa integrazione in deroga, che durerà un totale di diciotto e della quale i casinò hanno già fatto domanda di accesso. Purtroppo, infatti, l'emergenza non è finita per nessuno e per il settore del gioco, per definizione ad alto tasso di socializzazione, sarà più lunga che per altri.

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