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Casinò, aspettando il 18 maggio... e forse oltre

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I casinò e le location di gioco restano chiusi almeno fino al 18 maggio, ma i tempi sono destinati ad allungarsi.

Ovviamente nessun casinò si aspettava sorprese, dal discorso del premier Giuseppe Conte che, domenica 26 aprile alle 20.20, ha spiegato in diretta Tv che cosa cambierà, per i cittadini, le imprese e i commercianti, a partire dal 4 maggio.

Parlando esclusivamente in ottica casinò: niente. Resteranno chiusi, in attesa di una prossima tornata, il 18 maggio, quando, ha annunciato il presidente del consiglio dei ministri, dovrebbero poter riaprire le attività di vendita al dettaglio e non solo quelle all'ingrosso autorizzate dal 4 maggio, insieme a musei, mostre e biblioteche. Dall’1 giugno, inoltre, potrebbero essere allentate le regole su bar e ristoranti e dovrebbero riaprire parrucchieri e centri massaggio.

Del resto, si sapeva che le location di gioco, casinò compresi, erano state qualificate dalla task force presieduta da Vittorio Colao come a rischio integrato medio-alto. Impossibile che potessero riaprire, anche se la pressione, in verità soprattutto da parte del cosiddetto gioco pubblico, affinché si prendano in considerazione le loro prerogative e la drammatica situazione che stanno vivendo, si sta facendo sentire.

Certamente, a livello locale non manca chi si sta attrezzando per la riapertura, studiando sia le disposizioni sanitarie che dovranno essere adottate sia quelle organizzative, anche alla luce del fatto che il volume di gioco e l'affluenza saranno, per molti motivi, assai limitati.

Sarà necessario attrezzarsi, aggiungiamo, anche per quanto riguarda il rispetto del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, e che prevede, al punto 13, che venga costituito "in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls".

L'intento del Governo, è chiaro, è quello di dare regole uniformi sull'intero territorio nazionale e in questo contesto pare difficile che su un tema delicato come quello del gioco le Regioni o i Comuni abbiano la possibilità o la volontà di fare uno scatto in avanti in solitaria.

Restano dunque profondamente incerti i tempi di riapertura dei casinò, destinati forse alla fase 3, con le conseguenze economiche e lavorative (e prescidendo dunque da considerazioni sanitarie) che questo rinvio avrà per le loro casse e per quelle dei loro proprietari, tutti enti pubblici.

Una situazione, sempre economicamente e lavorativamente parlando, che è drammatica, e che si sta fronteggiando sia con le misure previste con la legge Cura Italia, di prossima pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dopo il via libera finale da parte della Camera, che con l'ormai imminente decreto Aprile, con il quale saranno stanziati ulteriori 55 miliardi di euro a favore di cittadini, attività commerciali e imprese.

 

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