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Casinò e pubblicità, regolare e non vietare

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Tra Lituania e Liechtenstein, torna d'attualità il tema della pubblicità dei giochi e dei casinò.

Avvertenze obbligatorie in Lituania, un po' come accade in Italia a seguito dell'arrivo del decreto Balduzzi, e restrizioni (contenutistiche e nei modi) ai messaggi che possono essere diffusi in Liechtenstein. E in Spagna in arrivo un decreto che fisserà limiti, ma non divieti assoluti, alla pubblicità del gioco con vincita in denaro e ai casinò.

Torna dunque d'attualità, anche recentissima, il tema della pubblicità del gioco e dei casinò, con l'Italia che nel 2018 ha dato lo "spunto" ad altri paesi europei, introducendo con il decreto Dignità un divieto assoluto che però non è stato preso alla lettera, nella consapevolezza (altrui, purtroppo) che potrebbe essere difficilmente attuabile e che, soprattutto, toglierebbe all'utente finale la possibilità di distinguere tra ciò che è legale e ciò che non lo è, finendo forse per non realizzare l'obiettivo atteso: proteggere il giocatore.

Perchè è vero che la pubblicità nasce per incoraggiare il consumo, ma indirizza anche verso quello "legale", più tutelato. E il divieto totale, decenni di storia di proibizionismo insegnano, non ha mai portato ai frutti sperati. La strada delle regole è sempre stata la migliore, anche e soprattutto quando si va a intervenire su una materia delicata quale è quella del gioco. In Italia le conseguenze del decreto Dignità sui casinò non sono ancora del tutto quantificabili e se è vero che l'esistenza decennale o addirittura centenaria di queste strutture rende il loro nome noto a prescindere, è pur vero che a lungo andare si farà sentire e che già oggi impedisce alcune forme di comunicazione.
Ma il dado è ormai tratto, e pare difficile che nel breve-medio periodo il legislatore tricolore decida di ammorbidire la norma, a meno che non sarà costretto da qualche contenzioso legale.

Certo è che uno sguardo all'estero, per esempio alle disposizioni che in Lichtenstein hanno per destinatari proprio i casinò, consente di vedere altri possibili "esempi", anche sul fronte del convolgimento degli operatori, che potrebbero essere dei buoni maestri. Nella consapevolezza che l'obiettivo perseguito con il decreto Dignità è quanto mai condivisibile: proteggere da tutti i rischi connessi al gioco. Resta solo da capire quale sia il mezzo migliore di farlo, e di prendere atto, per esempio, che nei casinò già molto si fa.

 

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