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Campione, alla ricerca della stabilità del Governo

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Campione d'Italia guarda all'esito delle rregionali in Calabria ed Emilia Romagna.

Cosa c'entrano le elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna con Campione d'Italia? A prima e pure a seconda vista, molto poco. Sono regioni distanti geograficamente, e ovviamente nella campagna elettorale che ha preceduto il voto, il gioco è talvolta entrato, ma non si è in alcun modo parlato di Casinò nè, tantomeno, dei gravi e numerosi problemi che affliggono l'enclave, ulteriormente aggravati dal suo recente ingresso nell'ambito doganale dell'Unione europea.

Tuttavia, se dalle urne fosse uscito un risultato in grado di scuotere l'attuale Esecutivo giallorosso, qualcuno avrebbe avuto modo di tremare, in quel di Campione. Siamo infatti alla vigilia di un incontro che, per quanto informale, è lungamente atteso: quello a Milano del 31 gennaio tra i rappresentanti del Governo (vice ministro all'Economia Antonio Misiani e vice ministro all'Interno Matteo Mauri) e le associazioni campionesi, e i sindacati hanno sollecitato il confronto anche sul tema della riapertura del Casinò. Una "bella" crisi di Governo, in questo momento, non ci sarebbe affatto voluta. E in particolare pare essere stato il Pd a uscire rafforzato dal voto. Quello stesso Pd, è doveroso ammetterlo indipendentemente da come la si pensa, che dal suo ritorno al governo ha preso subito e molto a cuore la "questione" Campione, intervenendo dove ha potuto. Per esempio, non molto ha potuto fare sull'ingresso di Campione nel territorio doganale Ue, essendo ormai i tempi troppo stretti per chiedere il rinvio alla Commissione europea. Ma comunque, con fatti concreti, sia in Parlamento che con l'attiva presenza sul territorio, il nuovo Governo ha dimostrato che Campione fa parte dell'agenda dei temi da affrontare. E, come hanno ben ragione di evidenziare i sindacati, è cruciale affrontare il padre di tutti i problemi: la riapertura della Casa da gioco, da cui dipende il futuro della cittadina, fermo restando che niente potrà tornare a essere come prima e che l'esigenza di diversificare l'attività economica è comunque sentita.

Non vogliamo essere troppo ottimisti, visto che i campionesi da quasi un anno e mezzo vivono di pane e delusioni, ma ci pare di poter sperare che il percorso già avviato con i provvedimenti approvati con il decreto fiscale e la legge di Bilancio 2020 possa proseguire. In attesa di risposte difficili, ma forse non tanto dal punto di vista della volontà politica, che pare ormai acclarata, ma semmai tecniche ed economiche.

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