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Campione, l'anno della rinascita

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Campione d'Italia saluta il nuovo anno con l'ingresso nel territorio doganale dell'Unione europea: si protrae l'attesa sul Casinò.

Forse il titolo di questo editoriale può sembrare troppo ottimistico. E sì, è vero, vuole essere un pochino augurale, nei confronti di Campione d'Italia e dei suoi residenti, da troppi mesi alle prese con una crisi gravissima che ha messo in ginocchio occupazione, economia e struttura sociale.

E comunque "rinascita" è certa, perchè con l'ingresso nel territorio doganale dell'Unione europea, avvenuto lo scorso 1° gennaio, per Campione d'Italia è iniziata una nuova vita. Certo, al momento non sembra che sia migliore della precedente, ma è comunque un cambio di pagina che, si spera, possa essere accompagnato a notizie certe su quello che è il problema dei problemi: la chiusura del Casinò, avvenuta il 27 luglio del 2018. Oltre un anno e quattro mesi fa.

Dal primo gennaio sono infatti entrate in vigore le disposizioni su Campione d'Italia contenute sia nel decreto fiscale che nella legge di bilancio: fondi al Comune per pagare i debiti nei confronti della Svizzera, rilancio economico, istituzione dell'imposta locale sui consumi le misure principali. Nessun cenno,m nei provvedimenti di bilancio, alla possibile riapertura del Casinò, tema che probabilmente non poteva neanche essere affrontato con simili strumenti legislativi. Ma il governo giallorosso sembra intenzionato (prescidendo per la tante tensioni che ne mettono in pericolo la tenuta) a mantenere fede agli impegni che ha preso nei confronti dell'enclave: si può dunque, con grande prudenza, sperare che trovi il tempo e i modi per mettere mano alla questione più spinosa, dando finalmente seguito alle indicazioni contenute nella relazione che, ormai a giugno 2019, il commissario straordinario del Casinò, Maurizio Bruschi, aveva redatto in merito alle strade che possono essere percorse per procedere alla riapertura della sede. Ogni giorno che passa l'operazione riapertura diventa più difficile e rischiosa. Di tempo se ne è perso, tanto. Fermo restando che ci sono valide giustificazioni a tali ritardi, su tutte l'estrema difficoltà e unicità della questione. Ora che il volto di Campione è radicalmente mutato, con l'ingresso effettivo nel territori doganale Ue, "resta" da assegnargli un futuro.

Certamente, senza Casinò (dando comunque per scontato che non potrà tornare ai fasti e alla produttività di un tempo), sarà difficile e tutto in salita. Con il Casinò, e magari con una adeguata attività di diversificazione, Campione può tornare a sperare in un futuro in cui non sia un semplice dormitorio destinato a scomparire. Vogliamo dunque essere ottimisti, a dispetto dello scoramento attuale. Forti del fatto, ripetiamo, che il Governo e il Parlamento si sono occupati fattivamente di alcune criticità ed emergenze. Resta "solo" da mettere mani a quella più importante. O forse, per proseguire lungo la strada dell'ottimismo, a rendere noti lo stato dell'arte e le determinazioni prese o che si stanno prendendo.

 

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