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Norme su Campione in Manovra, tra proposte e perplessità

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Attesa a Campione per l'evoluzione dell'iter delle norme che riguardano l'enclave inserite nel disegno di legge di bilancio per il 2020.

Sabato 16 novembre il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti, che punteranno a “correggere” il testo originario. Intanto, fanno discutere, a Campione d'Italia, le norme contenute in Manovra 2020 al'articolo 70 e che puntano a intervenire, definendo un nuovo assetto, soprattutto alla luce dell'imminente ingresso nel territorio doganale dell'Unione europea, uno scenario fortemente preoccupante e che, anche a livello ministeriale e governativo, si punta a scongiurare, attraverso l'ottenimento di una proroga da parte della Commissione europea rispetto al fissaro 1° gennaio 2020.

Sono numerosi i rilievi e le osservazioni, peraltro di segno opposto, e quindi da un lato plaudendo alla volontà del legislatore di intervenire, dall'altro sottolineando i limiti del dispositivo e auspicando un'azione anche e soprattutto nei confronti della Commissione europea.

L'ILCCI – Quanto all'imposta locale sui consumi, una sorta di Iva ma con aliquote svizzere, essa ricalca quanto era in vigore fino a qualche mese fa a Livigno ed è stato dichiarato illegittimo dalla Cassazione. Non solo: ci sono dubbi sul fatto che diventino soggetti passivi d’imposta i privati con tutte le incombenze, e i rischi, legati a questa nuova normativa, mentre magari sarebbe bastato riconoscere loro la franchigia oggi prevista a chi acquista all’estero, pari a 350 euro procapite al giorno. Un altro suggerimento che il legislatore potrebbe valutare è di esentare da questa imposta i beni e i servizi che gli operatori economici forniscono a soggetti non campionesi, trattandosi di esportazione, ma il testo dell’articolo non è chiaro su questo punto, come pure nulla dice in ordine al recepimento di eventuali future modifiche sul regime svizzero dell’Iva. E ancora, si potrebbe valutare che le accise, che pure sono dovute, visto il cambio di status dell’exclave, si applichino con un abbattimento, magari del 50 percento, rispetto a quanto applicato sul restante territorio nazionale, alla luce della gravissima crisi che ha colpito l’exclave;

LE IMPOSTE DIRETTE – Il corposo articolo si sofferma anche sulle imposte dirette, cercando di favorire gli investimenti e la ripresa economica del territorio. Tuttavia, secondo qualche osservatore, non avendo superato l’applicazione del regime dei de minimis, aiuti di Stato, c'è il rischio che i soggetti dotati di personalità giuridica continueranno a non investire a Campione, visto che un risparmio di imposte per un massimo di 200.000 euro in tre anni potrebbe non essere considerato sufficientemente appetibile e i potenziali investitori continueranno a privilegiare i Paesi dell’est, la Svizzera, Montecarlo etc.. I vantaggi di queste nuove norme saranno applicabili a ditte individuali, società di persone, studi professionali, etc, ma la società che dovesse riaprire il Casinò non potrà usufruirne, come neppure di quelle previste dall’art. 188 bis del Tuir, mentre potrebbe invece godere del credito d’imposta previsto dal comma 19.

Sempre nell'ottica di incentivare, ma in maniera efficace, gli investimenti, le facilitazioni previste dall’articolo 70 andrebbero applicate per un arco di tempo più ampio rispetto ai 5 anni previsti, e non è chiaro il motivo per cui queste agevolazioni si applichino solo ai soggetti con sede o unità locale esistenti al 20 ottobre 2019, dal momento che a quella data non c’erano nuove attività ma c’erano solo chiusure di attività esistenti.

 

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