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Campione d'Italia, occhi puntati sul Parlamento

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Attesa e tanta preoccupazione a Campione d'Italia, tra nuova dogana e nessuna risposta sulla riapertura del Casinò.

Alla Camera l'esame del decreto fiscale, in Senato quello del disegno di legge di bilancio. I compiti poi saranno invertiti ma la sostanza è la stessa: il destino di Campione d'Italia è probabilmente legato alle sorti dei documenti di bilancio per il prossimo anno o comunque a un intervento legislativo che dia delle risposte ai problemi che stanno uccidendo la cittadina. Certamente il più urgente è la prossima entrata in vigore della direttiva europea (e del suo regolamento attuativo) sull'ingresso di Campione nel territorio doganale dell'Unione europea, di cui in pratica si prende atto come inevitabile (anche se si è al lavoro per ottenere una proroga) nella Manovra 2020, ma non c'è da dimenticare che quello enorme, anzi stratosferico, è legato alla tuttora perdurante chiusura del Casinò.

E nè nella Manovra, nè nel decreto fiscale, si fa alcun cenno a se, al come e al quando lo si potrà riaprire. Con la speranza, da parte di molti, che il ministero dell'Interno firmi quel decreto di cui si vociferava (peraltro senza alcuna conferma ufficiale) qualche mese fa, e con il quale sarebbe stato conferito ampio mandato al commissario straordinario Maurizio Bruschi di tornare a Campione e di compiere tutti i passi necessari per poter riaprire la struttura, chiusa dal 27 luglio del 2018, ossia da quando il tribunale di Como, con una sentenza peraltro annullata dalla Corte d'appello di Milano, aveva stabilito il fallimento per insolvenza della sua società di gestione.

Per ora, nei documenti "ufficiali", quindi nei due testi su cui si è all'opera nei due rami del Parlamento, non c'è alcun cenno al Casinò, e non rassicurano tanto le norme della Manovra che istituiscono l'imposta locale sui consumi a Campione, una sorta di Iva, però parametrata sulla base delle aliquote applicate in Svizzera, che verrà istituita a partire dal primo gennaio del 2020, quindi da quando entrerà in vigore la direttiva, che avrà dirette e immediata conseguenze sulla vita quotidiana di tutti i cittadini, ma che ne avrà anche nel caso in cui sarà riaperto il Casinò e dunque gli italiani che si recheranno a giocare dovranno passare non solo attraverso l'arco d'ingresso della cittadina, ma anche la dogana.

L'auspicio, nel clima di estrema emergenza, è che il lavoro che si sta portando avanti per porre rimedio alla mancata richiesta alla Commissione Ue di una proroga da parte dell'allora Governo gialloverde dia i suoi frutti e che dunque le norme inserite prudenzialmente in Manovra siano modificate, o stralciate, in considerazione del fatto che Campione resterà ancor per qualche tempo un territorio extradoganale.

Però la questione non può certamente esaurirsi nella dogana e senza certezza sulla riapertura, o non riapertura, del Casinò, Campione resta una terra abbandonata, priva di linfa e di investimenti interni o esterni.

 

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