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Campione: politica in silenzio, parla ancora la giustizia amministrativa

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Nessuna novità sul fronte politico per quanto attiene il futuro di Campione d'Italia e del suo Casinò: ancora una volta il confronto è nelle aule della giustizia amministrativa.

Per Campione d'Italia si apre l'ennesima settimana di passione, con l'udienza al Tar del Lazio dell'8 ottobre, durante la quale sarà discusso nel merito il ricorso presentato dai dipendenti del Comune contro gli atti con i quali il commissario prefettizio Giorgio Zanzi dà attuazione alla nuova pianta organica dell'ente. In verità, ormai gli atti sono già stati belli che attuati, con l'ultima delibera che dispone la messa in disponibilità, dal 14 ottobre, dei dipendenti eccedenti la nuova pianta, e che risale a venerdì 5.

In questo scenario desolato, è quanto mai necessario l'intervento del Governo e del Viminale, a cominciare dall'attribuzione delle deleghe ai sottosegretari e ai viceministri, che sembrava cosa fatta la settimana scorsa, ma poi qualcosa si è inceppato e i tempi si sono allungati. Ovviamente, nulla di specifico “contro” Campione, ma resta il fatto che l'enclave non può davvero più aspettare e che senza un intervento politico difficilmente saprà trovare, per conto suo, la strada per risollevarsi. Tanti, troppi i fronti su cui è urgentissimo intervenire: la questione Casinò, in primis, ma anche il funzionamento del Comune e dei suoi servizi, e ancora l'ormai imminente ingresso di Campione del territorio doganale dell'Unione europea. Si tratta di questioni che non possono assolutamente essere affrontate a livello locale: ne serve uno superiore, nazionale, nella cui assenza o latitanza l'enclave è destinata a soccombere, come sta già facendo.

Purtroppo l'Italia e le sue istituzioni non stanno mostrando il volto migliore della loro efficienza, per quanto riguarda la crisi gravissima di questo comune incastonato nella Svizzera e che da troppi mesi sembra abbandonato a se stesso. L'auspicio è che dove non ha potuto o voluto governo gialloverde riesca quello giallorosso, possibilmente non ripartendo ex novo, ma valorizzando il poco o il tanto, a seconda dei punti di vista, che era stato fatto dal 27 luglio 2018, ossia da quel giorno che entrerà nella storia campionese come quello che ha segnato la chiusura del Casinò, unico polmone economico e occupazionale dell'enclave.
Purtroppo anche noi ripetiamo più o meno gli stessi concetti da mesi. Purtroppo ancora nessuna soluzione è stata trovata, anche se, per quanto riguarda il Casinò, quelle possibili, in verità non nuovissime ma è comunque bene che anche un incaricato ministeriale come Maurizio Bruschi abbia certificato che non esistono altre formule magiche, sono già state individuate. Non si aspetti altro tempo. Campione non ce la fa più e dal Tar difficilmente arriveranno notizie rapide sulla pianta organica, tralasciando, anche se non è cosa da poco, qualsiasi previsione su come saranno, quando arriveranno.

 

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