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Casinò, il tempo della ripresa

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Passate le vacanze estive, sono tanti i temi che i casinò devono affrontare, in attesa del nuovo governo.

Un lavoro a pieno ritmo per il nuovo consiglio di amministrazione del Casinò di Sanremo. Gli ultimi passaggi sul contratto collettivo aziendale di lavoro per i dipendenti del Casinò di Venezia. L'omologa del concordato e la prosecuzione dell'opera di risanamento aziendale già avviata al Casinò di Saint Vincent.
Questi i principali impegni che attendono i tre casinò italiani dopo un periodo estivo che è stato tutt'altro che di riposo a livello aziendale e che di stanca routine a livello nazionale. Basti pensare che la maggior parte di noi sono andati in vacanza con un governo e sono tornati che non c'era più!
Ovviamente, a fare le spese della fine del governo gialloverde è stato soprattutto il grande assente nel panorama dei casinò italiani. Quello di Campione d'Italia è ormai drammaticamente chiuso dal 27 luglio del 2018, e le speranze della riapertura sono affidate alla relazione tecnica messa a punto dal suo commissario straordinario Maurizio Bruschi e consegnata ormai da tempo al Viminale. Se qualcuno l'abbia letta e valutata non si sa, anche se alcune indiscrezioni, che si spera siano veritiere, parlano di tecnici al lavoro per valutare le proposte di investitori esteri. Resta tuttavia da capire, e non è cosa da poco conto, se la strada maestra sia il risanamento dell'attuale società di gestione o la costituzione di una ex novo. Certo, se occorressero dei provvedimenti di legge, come pare più che plausibile, poco potrebbero fare i tecnici e bisognerà necessariamente attendere la nascita del nuovo governo, sempre che i gialli e i rossi sapranno fare squadra, e non della Roma!

Ma tornando ai tre casinò in vita, fermo restando che della chiusura di Campione hanno beneficiato soprattutto i concorrenti ticinesi, Lugano in primis, i dati sull'andamento di agosto saranno i primi totalmente comparabili con un mese, l'omonimo del 2018, in cui in Italia ne erano in attività solo tre. Come noto, i primi sette mesi dell'anno sono stati caratterizzati da un andamento generalmente positivo per essi, e i dati di agosto potrebbero mostrare (in attesa di consolidare la prima evidenza con una più estesa analisi della tendenza) se è tutto “merito” di Campione, o se davvero il momento buio sembra essere terminato e si può intravedere la luce di una ripresa. Lo stesso vale, in maniera amplificata, per il Casinò di Lugano, che come dirimpettaio dell'ormai chiuso Campione ha (ottimamente) accolto tutti i giocatori rimasti orfani della loro struttura preferita.
 
Buon per Lugano, buon per il Ticino, cantone che si è mostrato, come tutta la Svizzera, sensibile e solidale con i campionesi. Male però per l'Italia che in questo ultimo anno ha perso milioni e milioni di euro. I soldi non spesi al Casinò di Campione, ricordiamo, non sono stati dirottati in altre case da gioco o nei cinema o ristoranti italiani, ma semplicemente sono stati spesi all'estero.
 
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