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Casinò, i giorni dell'attesa

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il settore dei casinò attende con impazienza il nuovo ciclo di consultazioni da parte del presidente della Repubblica Serrgio Mattarella.

Governo giallorosso a guida di Giuseppe Conte, con buona pace del segretario del Pd Nicola Zingaretti. Anzi no: un nuovo governo gialloverde, con Luigi Di Maio premier. Non vogliamo strappare tutti i petali della marghetita delle possibilità di risoluzione di questa crisi: sarebbero troppi ed è anche possibile che dal cilindro della politica scaturisca, a quanto è dato sapere a oggi, lunedì 26 agosto, qualche altra novità imprevedibile. Non resta dunque che attendere domani, quando tutte le formazioni politiche torneranno per la seconda volta nel giro di una settimana al Quirinale, per un altro giro di consultazioni.

Ad attenderle, un impaziente presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al momento vero garante non solo della Costituzione ma anche della necessità di dare certezze a un Paese che vede prospettarsi un lungo e già iniziato momento di instabilità, nel quale è davvero difficile chiedersi se ci sia davvero qualcuno che stia pensando al “suo” (del Paese) bene, oppure al “suo” in senso di “proprio”.

In un contesto ovviamente generale, il settore dei casinò non fa eccezione e resta naturalmente in stand by quell'annunciato riordino, del quale avrebbero dovuto fare parte, che certamente sarà un nuovo esecutivo, e non quello guidato dal dimissionario Conte, a riprendere. Sempre naturalmente che ci sarà la volontà politica di attivarsi in tal senso. Poco male, almeno a paragone con quella che è invece da troppo tempo un'emergenza sull'orlo del baratro. Quando si riaprirà il Casinò di Campione d'Italia? O forse la domanda, purtroppo, si dovrebbe più correttamente porre così: riaprirà il Casinò di Campione d'Italia? Ce la siamo fatta, e l'abbiamo posta fin troppe volte. Inascoltati da una politica che mai l'ha seriamente inserita in agenda, e che finora si è limitata a concedere un sia pur utile contributo al Comune e a commissionare una relazione tecnica, tuttora sui tavoli del Viminale. Davvero difficile che in queste concitate ore il tuttora ministro dell'Interno Matteo Salvini possa prenderla in visione e decidere che cosa fare. E si spera che, qualunque sarà il nascente governo, il lavro fatto dal commissario straordinario Maurizio Bruschi non venga considerato, così per partito preso, carta straccia.

Ovviamente la crisi e la successiva fine del governo Conte ha radici e cause scatenanti che nulla hanno a che vedere con la piccola e dimenticata enclave italiana che si affaccia sul lago di Lugano. Ma tra le tante variabili negative che hanno concorso alla chiusura del Casinò di Campione e al dissesto finanziario del Comune, questa è una velenosa ciliegia che rischia di far morire definitivamente la comunità.

 

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