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'Campionesi ben vi sta': posizione personale o condivisa?

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Le parole di fuoco del leghista Fabrizio Turba su Campione d'Italia infiammano il dibattito e preoccupano.

Ma parla a titolo personale o si tratta di una posizione condivisa dalla Lega e dall'intero governo pentastellato? Certamente, pesano come macigni le dichiarazioni a La Provincia di Como del sottosegretario regionale lombardo della Lega Fabrizio Turba che,n in un'intervista al giornalista Sergio Baccilieri, si mostra ben poco comprensivo verso le motivazioni che hanno spinto i campionesi a organizzare un funerale simbolico per le vie della cittadina nella giornata di sabato 27 luglio, primo anniversario della chiusura del Casinò Campione d'Italia.
Al di là della scarsa diplomazia, che può anche essere una qualità (persone di ben più gentile eloquio poi non hanno fatto nulla di pratico per risolvere i problemi dei campionesi), se un esponente della maggioranza parla così di Campione d'Italia viene da chiedersi se ci sarà la volontà di prendere in mano la situazione e di risolvere problemi gravissimi che, ha ragione Turba, non sono certamente da imputare solo a sfortuna o a cataclismi imprevedibili.

Ma riprendiamo alcuni passaggi: Turba, chiamato a esprimersi sulla richiesta che la Regione si assuma le proprie responsabilità, afferma: "Dico solo una parola; basta. Queste sono posizioni indifendibili. Da dodici mesi esatti, i sindacati si battono a gran voce a favore di quello che, ai miei occhi, è uno spreco che grida vendetta".
Per esempio "In Comune fino a pochi giorni fa sedevano cento persone, molte delle quali deputate al controllo di un Casinò che è chiuso dal luglio del 2018. Dunque è lecito domandarsi cosa abbiano fatto in tutto questo periodo".
E parlando di Casinò, e della possibilità che pensi la Regione a riaprirlo, è sarcastico: "Così toccherebbe alla Regione pagare più di 176 miolioni di euro din debiti. Il Casinò ha chiuso con un passivo da capogiro, nei mesi successivi il buco si è persino allargato. C'è ancora da pagare un mutuo pesante per la costruzione della colossale casa da gioco". Ancora: "Non bastasse per entrare nella governance del Casinò bisognerebbe rilevare il diritto d'uso della società fallita, società di cui socio unico era il Comune".

Turba si rimette "dunque alle decisioni del presidente lombardo Attilio Fontana, ci mancherebbe. In Valle d'Aosta è la Regione che paga i debiti del Casinò di Saint Vincent. Per me però è improponibile spendere soldi pubblici per pagare gli errori fatti a Campione d'Italia".

 

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