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Casinò Venezia, il tempo della responsabilità anche sul Ccal

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La trattativa sul Ccal dei dipendenti del Casinò di Venezia prosegue tra mille difficoltà e veti incrociati.

Mentre a Saint Vincent si siglano accordi dolorosi, ma gli unici forse in grado di salvare la Casa da gioco, mentre i sacrifici dei dipendenti di quella di Campione d'Italia non li hanno messi al riparo dal licenziamento, al Casinò di Venezia la trattativa sul "semplice" contratto aziendale di lavoro va avanti a passo di gambero e tra mille difficoltà. Al punto che i più esausti si chiedono se esista davvero la volontà di raggiungere una intesa, anzi una pre-intesa visto che l'ultima parola spetterà ai lavoratori, che avevano già respinto quella faticosamente e non unitariamente raggiunta.
E così, resta in vigore il regolamento unilaterale che dal primo luglio del 2017 ha preso il posto del vecchio contratto, disdettato da azienda e proprietà.

Una situazione di impasse, che non vede particolarmente sensibile la politica locale, determinata anche da forti frizioni tra i sindacati, tant'è che per spiegare (o almeno provarci!) lo stato dell'arte ai diretti interessati, le varie sigle hanno indetto due differenti assemblee. Del resto, le sigle sono anche divise sulla loro proposta "accettata" dall'azienda ma che alcune, appunto, disconoscono.
È vero che quando ci sono problemi serissimi le schermaglie cessano (o dovrebbero farlo): esempio lampante la disputa tra Rsa e Rsu a Campione, il cui interesse fu travolto dalla catastrofe abbattuta sul Casinò). Ma non sarebbe saggio, visto che il Casinò lagunare pure non avendo avuto un buon inizio 2019 in termini di incassi continua a godere di buona salute, cercare di evitare lungaggini e tensioni che non giocano né all'azienda, né alla proprietà ma neanche ai dipendenti?
E chi gioca questo stllicidio, questo gioco degli equivoci e rimpallo di responsabilità?
Sicuramente non all'immagine del Casinò, azienda ricca ma a cui è richiesto di adeguarsi, anch'essa, a tempo mutati che richiedono più rigore e allo stesso tempo flessibilità. Uno sforzo da parte di tutti, probabilmente non in parti uguali visto che non sempre le colpe sono da spartire senza distinzione, sarebbe senz'altro utile.
Magari ricordando cosa è avvenuto in altri Casinò, a causa di allegre gestioni aziendali e soprattutto politiche.

 

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