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Casinò St. Vincent, il tempo dei sacrifici e delle responsabilità condivise

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Ancora una volta i lavoratori del Saint Vincent Resort & Casino hanno dimostrato responsabilità e attaccamento all'azienda: tutti gli altri facciano la loro parte.

Hanno ragione, i politici che guidano (o hanno guidato e, per ora, stanno all'opposizione) la Regione Valle d'Aosta, a riconoscere e lodare il senso di responsabilità, di sacrificio e di attaccamento all'azienda dei dipendenti del Saint Vincent Resort & Casino.

Ancora una volta, hanno pagato per tutti, dando il loro fondamentale contributo a scongiurare il fallimento della società di gestione.
Anche se è evidente, a raffreddare con un pizzico di indigesto realismo l'alta temperatura del sentiment generale, che il percorso del piano di concordato in continuità è tutt'altro che privo di insidie e dal traguardo scontato.

Fatto sta che mentre in Consiglio Valle si è litigato, ci si è sposati per poi divorziare e sposare qualcun altro, proprio in nome (o con il pretesto?) del Casinò, le politiche di rilancio non hanno portato i frutti sperati e per far quadrare i conti si è dovuto ricorrere, in via esclusiva, al solito modo. Chiedere ancora agli stessi. Ai lavoratori. Tenendo tuttavia conto del fatto che, a parità, più o meno, di fatturato annuale, il loro numero è circa il doppio di quello dei dipendenti del Casinò di Sanremo.
E, nel caso di Saint Vincent, non si può neanche dire che i conti sono andati in rosso, com'è avvenuto a Campione d'Italia, perché la proprietà ha chiesto più di quanto la società di gestione possa ragionevolmente dare.

Il 10 percento previsto è la quota più bassa tra i quattro (anzi tre, visto che pure la settimana passata è stata gonfia di delusioni per gli ex dipendenti del Casinò Campione) e dunque il "male" di Saint va cercato altrove. In una politica comunque miope e litigiosa, che ha fatto e disfatto, promesso e non mantenuto, creando incertezza e non certo le condizioni per sfruttare al meglio le potenzialità di un resort che forse con troppo ottimismo si è deciso di realizzare.
Gli amministratori scelti dalla proprietà hanno avuto vita difficile, in alcuni casi anche breve, a causa degli avvicendamenti e dei cambi di maggioranza in Consiglio Valle.

Se non si metteranno da parte ripicche e veri incrociati, si rischia che il concordato sia addirittura più arduo di quanto già sia per definizione. Un primo banco di prova subito: l'atto di giunta per autorizzare il Casino a disporre liberamente di alcuni beni no core. Un facile banco, visto che non si sta parlando di fondamentali scelte strategiche. I dipendenti hanno dato, anzi stra-dato.
La politica dimostri di essere alla loro altezza.

 

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