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Italia in attesa di nuovo governo: casinò alla finestra

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Scenari confusi per quanto riguarda il nuovo governo italiano: le prospettive per i casinò restano quanto mai incerte.

Anche se è già passata una settimana dalle elezioni politiche, è davvero troppo presto per dire “chi ha vinto” e “chi ha perso” (fatta eccezione forse per il Pd), e soprattutto quali saranno gli scenari di governo che si vanno prefigurando. Dunque, è decisamente troppo presto per dire se il nuovo esecutivo si occuperà anche di casinò, una tematica, in verità, su cui il legislatore è stato in più di un'occasione disattento e di cui non è stato non certo amico, nel momento in cui ha deciso di liberalizzare il gioco pubblico, concorrendo dunque in misura significativa alla loro crisi.

Probabilmente, lo schieramento più benevolo e sensibile nei confronti dei casinò esistenti e potenziali è il centrodestra, con la Lega che potrebbe vedere di buon occhio l'idea di Casa da gioco regionali e Forza Italia che ha più volte promesso, anche per voce del suo leader Silvio Berlusconi, la riapertura di quello di Taormina. L'antipatia del Movimento 5 Stelle per il gioco tout court è invece arcinota e parte integrante del programma elettorale, ma in questo contesto i casinò, per una pluralità di ragioni, hanno sempre fatto storia a sè ed è possibile che, seppure non sostenuti in alcun modo, non sarebbero le prime vittime della crociata dei pentastellati contro il settore.

Tuttavia, c'è da sottolineare che del nuovo governo (a meno di un capovolgimento radicale dello scenario attuale) non farà parte colui che con lungimiranza e visione strategica si era reso conto della necessità di rimettere meno alla lacunosa normativa che li riguarda: il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta che, in verità più puntualmente del sottosegretario delegato (quello dell'Interno Gianpiero Bocci, anch'esso non rieletto) si è occupato della questione, con particolare riferimento al riordino normativo. Con risultati scarsi, è vero: un generico impegno al riordino contenuto nella complessiva intesa raggiunta sul gioco in Conferenza unificata. Ma comunque un risultato messo a segno tra mille opposizioni e scetticismi, visto che le attuali proprietà sono scarsamente propense a cedere tutte o parte delle prerogative sulla società di gestione del "loro" casinò, nonostante i clamorosi grattacapi che esse gli provocano (e che le proprietà a loro volta provocano).

Poche idee e confuse, per sintetizzare. Ma intanto la storia, a livello locale, va avanti. E se ne stanno per scrivere pagine fondamentali, tra l'udienza sull'istanza di fallimento della società del Casinò Campione e quella in Corte dei Conti sul presunto danno erariale da 140 milioni di euro causato dal finanziamenti concessi dalla Regione Val d'Aosta a quella che gestisce il Resort di Saint Vincent.

 

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