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Russi e casinò, matrimonio non in Italia

  • Scritto da Marco Fiore

Il conflitto tra Russia e Ucraina non impatta direttamente, almeno per ora, sui casinò tricolori, che si rivolgono ad altre tipologie di clientela.

I drammatici fatti di cronaca che in questo ultimo periodo popolano i media mi hanno suggerito il tema che affronto stavolta. Si discute molto dell’impatto che le sanzioni, economiche e non solo, approvate dall’Europa avranno nei confronti della Russia. Il mio intento sarà pertanto quello di fare il punto sull’incidenza eventuale che le stesse potranno generare sull’andamento del business di cui mi occupo, ovvero del gioco d’azzardo.

Premetto che i casinò italiani non sono mai stati meta della clientela straniera, se non occasionalmente e per il fatto di operare comunque in località che si trovano ad un passo dagli stati confinanti. I casinò di Campione d’Italia, di Saint-Vincent e di Sanremo vantano sicuramente clienti svizzeri e francesi, così come il casinò di Venezia è meta di austriaci, ma se pensiamo a una clientela proveniente da stati più lontani, i numeri sono trascurabili.

Per tornare al tema principale, la clientela russa è sicuramente la più ambita per tutte le attività che operano nella filiera del lusso, dal settore turistico a quelli dell’intrattenimento, del divertimento, della moda e dei gioielli, senza dimenticare i mondi dell’automotive e cantieristico navale da diporto, ambiti nei quali l’Italia propone eccellenze a livello mondiale.

Il protrarsi eventuale del conflitto tra l’Ucraina e la Russia non potrà che generare gravissime conseguenze negative sul volume di affari di tutte le attività legate ai settori che poco sopra ho evidenziato.

Per il gioco d’azzardo, sempre con riferimento al mercato di casa nostra, l’impatto dal punto di vista diretto sarà a mio parere trascurabile. I russi non hanno mai frequentato i Casinò italiani con assiduità, almeno per quanto a mia conoscenza. Non v’è dubbio che, indirettamente, l’impatto economico negativo si verificherà condizionando anche gli introiti delle case da gioco a causa del crollo della spesa per i beni e i servizi che la clientela in questione inevitabilmente porrà in essere per le limitazioni alle quali è costretta.

Una puntualizzazione è d’obbligo: la scarsa presenza di clientela russa nei casinò italiani non è certamente conseguenza del fatto che l’offerta di gioco non è all’altezza, quanto piuttosto per il contesto nel quale gli stessi operano che non è in grado di offrire quei servizi di lusso sfrenato che tanto piacciono a questa clientela, in estrema sintesi non è possibile esagerare nello spendere denaro per godere dei beni più costosi al mondo.

Le considerazioni di cui sopra devono essere del tutto riviste se prendiamo in considerazione altre realtà del gioco d’azzardo, cito come esempio i Casinò di Monte Carlo o di Las Vegas che in termini di contesto possono sicuramente assicurare a questa clientela la possibilità di dare sfogo ai propri capricci più bizzarri e costosi.

I russi non mi risultano essere grandi appassionati di gioco tradizionale, amano sicuramente il poker sia nella modalità torneo che in quella “cash” e in particolare nella variante denominata “Russian Poker”. I Casinò italiani hanno più volte tentato di attrarre questa clientela proponendo quest’ultimo gioco, ma senza ottenere grandi risultati.

Occorre precisare che la variante poco sopra citata prevede che sia il Banco a garantire tutte le puntate e considerata la tipologia di clientela di cui stiamo parlando è facile ipotizzare che il rischio per il casinò che decide di proporre questo gioco sia molto elevato. A poco serve proporre massimi di puntata limitati per ridurre la percentuale del rischio perché un’azione di questo genere non potrebbe che causare disaffezione immediata da parte della clientela che, anche con sacrifici, abbiamo intercettato.

È un tema che ricorre nei casinò anche per la gestione di tutti gli altri giochi. La capacità di attrazione della clientela con elevato potenziale di spesa, oltre a richiedere standard di accoglienza di assoluta eccellenza, quindi hotel minimo 5 stelle lusso, ristoranti stellati, centri benessere di chiara fama, shopping di grandi firme e servizi di intrattenimento e di trasporto al top, necessita, per avere successo, di massimali di puntata elevati.

La base per una strategia vincente è quella di poter contare su presenze di clienti che siano numericamente adeguate, è certamente sconsigliabile, per non dire da evitare, il pensare di gestire questo target di clientela a livello di unità o poco più, salvo rischiare di subire perdite importanti difficilmente compensabili nel breve periodo.

 

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