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Riapertura Casinò Campione, commercianti tra attese e proposte

Le associazioni che rappresentano i commercianti campionesi nutrono grandi attese per la riapertura del Casinò.

La riapertura del Casinò Campione d'Italia, ovviamente, costituirà un volano anche per le attività economiche presenti sul territorio, che altrettanto ovviamente, salutano l'evento con grande favore.

“È senz’altro una notizia positiva”, commenta Massimo D'Amico, presidente dell'Associazione operatori economici di Campione d'Italia. La cittadina “è sempre stata identificata con il suo Casinò e gli effetti della riapertura saranno positivi e legati sia alla ripresa della tradizionale attività dell’exclave, sia alla crescita occupazionale (in un momento difficilissimo per la comunità), sia a un effetto positivo in termini di aspettative economiche che finalmente virano dal pessimismo all’ottimismo, e si sa quanto contino, in economia, le aspettative”. Tuttavia, D'Amico ricorda che “i problemi sul tappeto sono molteplici, in parte legati al fatto che il Governo non tenne conto, in occasione dell’entrata nel territorio doganale dell’Ue, delle osservazioni fatte sia dal commissario prefettizio Giorgio Zanzi, sia dall’Associazione operatori economici, in ordine all’insorgenza di una serie di problemi a seguito di questa innovazione. Gli uffici del Mef, pur dettagliatamente informati su questi problemi, non ritennero di risolvere prima i problemi e procedere successivamente con la modifica dello status dell’exclave, poi i problemi puntualmente si presentarono e oltretutto con un’amministrazione comunale che, eletta nella primavera del 2017, non ritenne di monitorare, come fatto fino a quel momento, un cambio di status così importante.

Il Parlamento ha, peraltro, messo a punto, anche su nostro suggerimento, norme fiscali di straordinaria portata, a favore sia delle persone fisiche che delle società residenti sul territorio campionese. Peccato che l’applicazione della normativa Ue sugli aiuti di Stato svuoti di significato, per quel che riguarda le società, l’importante lavoro svolto dal Parlamento. Il risultato è che i grandi investitori, potenzialmente interessati, latitano, e questo fatto si riflette negativamente anche sulla società che gestisce il Casinò, che non può contare su risorse derivanti dal risparmio fiscale da destinare al pagamento dei creditori e alla crescita occupazionale”.

D'Amico rivolge dunque un appello: “Amministrazione comunale, Regione Lombardia e Governo hanno l’opportunità di far decollare l’economia dell’exclave, che rappresenta un’opportunità unica in Italia, ma per questo occorre mettere a punto una serie di provvedimenti che da un lato consentano alle norme fiscali di essere perfettamente operative per le società (quindi non applicazione delle norme Ue sugli aiuti di Stato in base all’art. 107 del Tfue) e dall’altro risolvano le irrisolte questioni sorte con l’entrata nell’area doganale Ue (anche creando una Zls - zona logistica semplificata). Come associazione stiamo seguendo e sostenendo la creazione di startup innovative per le quali sarebbe importante poter disporre di un incubatore, e di attività imprenditoriali transfrontaliere (attività legate anche alla tecnologia blockchain/fintech), ma ci scontriamo con una realtà immobiliare che non risponde alle necessità degli investitori, e dei nuovi potenziali residenti, e con norme comunali non particolarmente favorevoli alla creazione di attività imprenditoriali innovative.

Sono tuttavia moderatamente ottimista e mi auguro che, con l’impegno di tutte le parti coinvolte, sia possibile garantire all’exclave un rilancio economico anche in aree diverse dal gioco, il tutto in un’ottica di sinergia e di sviluppo globale dell’exclave (attività legate al turismo, alla cultura e all’immobiliare)”.

Anche Mauro Rubbini, presidente della Nuova associazione operatori economici di Campione d'Italia, sottolinea che “sicuramente della riapertura del Casinò anche le attività commerciali trarranno beneficio. Già in paese ci sono state nuove aperture e con una maggior circolazione di persone tutti avremo un vantaggio”.
Con quale stato d'animo vive la riapertura della Casa da gioco?
“Da campionese sono ovviamente molto felice di questa riapertura con cui l'azienda ricolloca 174 persone che da quasi tre anni sono senza lavoro. Il ringraziamento va sicuramente all'amministrazione che si è spesa tantissimo e tanto ancora continua a lavorare per far sì che il paese possa rinascere anche dopo le molteplici difficoltà emerse con l'ingresso nella Ue”. Rubbini spera che il tempo non sia passato invano: “Credo che in questi anni di chiusura ci sia stato modo di studiare e capire ciò che non ha funzionato negli anni passati così che nel futuro le cose possano andare per il meglio. Sarà una grande ripartenza che farà rifiorire il nostro bel paese”.

 

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