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Casinò, la speranza dell'anno nuovo

  • Scritto da Marco Fiore

I casinò italiani alle prese con le sfide dell'anno nuovo, in un contesto ancora fortemente caratterizzato dalla pandemia.

Nello speranza che tutti voi lettori abbiate trascorso una fine dell’anno all’altezza delle vostre aspettative, in assoluto relax, divertendovi, devo purtroppo ricordare che sono tempi difficili, la situazione pandemica crea pressione psicologica su ognuno di noi con la conseguenza di sentirci affaticati, anche senza aver prodotto sforzi a livello fisico, quindi confido che la pausa delle feste abbia contribuito ad allentare lo stato generale di malessere che ci ha accompagnato per buona parte del 2021.

Premesso quanto sopra, per passare al tema che tratterò, vorrei richiamare la vostra attenzione su alcuni passaggi del 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2021, pubblicato dal Censis lo scorso mese di dicembre.
Il Rapporto in questione si concentra in particolare sulla popolazione compresa nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni evidenziando una condizione dei nostri ragazzi non del tutto positiva.

Non hanno fiducia nel Governo, lamentano il permanere di una sorta di dittatura degli anziani che occupano tutti i posti di comando in ambito economico, sociale e anche nei media, infine si sentono poco ascoltati. In estrema sintesi, l’Italia non parrebbe essere un Paese per giovani.

Non è tutto, l’Italia vanta un primato negativo in Europa per quanto riguarda i “Neet”, le persone che non studiano e non lavorano che nella fascia dai 20 ai 34 anni sono in costante crescita, in particolare dai 25 ai 34 anni rappresentano oltre il 71 percento della specifica popolazione (il tributo più importante, tanto per cambiare, lo pagano le ragazze…).
Sono numeri spaventosi e preoccupanti soprattutto per l’impatto economico negativo che anche per il 2022 genereranno in termini di consumi su molti comparti, in primis su quello dell’entertainment di cui i Casinò fanno parte a pieno diritto. Mi pare opportuno ricordare come le fasce di età a cui ho fatto riferimento hanno da sempre rappresentato un target di clientela numericamente molto importante per le case da gioco. Anche se in termini di ripetizione delle visite non hanno mai brillato, hanno però sempre contribuito a rendere festoso l’ambiente del gioco d’azzardo, esaltandone la componente migliore, il divertimento.

Quanto sopra, nonostante tutto, quindi anche a dispetto della mancata introduzione di innovazione nell’offerta di servizi alla quale a mio parere i Casinò avrebbero dovuto tendere, ancorché alle prese con problemi gestionali molto seri.

La crescita esponenziale della popolazione dei “Neet”, oltre a rappresentare una sconfitta per l’Italia, la cui Costituzione sancisce che il lavoro è il fondamento sul quale si basa la nostra Repubblica, mette a rischio comparti produttivi importanti, incluso quello del gioco d’azzardo.
Aggiungo che una nazione che non investe sui giovani mette in seria crisi il proprio futuro sotto ogni punto di vista. Uno scenario al quale porre rimedio non pare così facile.

Qualche speranza prossiamo nutrirla nei confronti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che dovrebbe contribuire in modo determinante al rilancio della nostra economia che già manifesta segnali incoraggianti di crescita.
La speranza è che la pioggia di milioni di euro che si riverserà sul nostro Paese venga amministrata con il buon senso del “padre di famiglia” e investita in modo corretto per restituire una chance e una dignità ai giovani oggi vittime più di altre fasce della popolazione di disoccupazione, sottoccupazione e di contratti di lavoro che negano agli stessi giovani la possibilità di essere indipendenti e autonomi dal punto di vista economico.

Buon anno e che lo sia veramente, che le promesse di chi ci governa una volta tanto si trasformino in azioni concrete a supporto del futuro della nostra bella nazione.

 

 

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