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La corsa a ostacoli del ritorno alla normalità

  • Scritto da Marco Fiore

La corsa a ostacoli del ritorno alla normalità che non sarà mai quella del periodo ante Covid-19 con la speranza che i dati tornino alla normalità. 

La pandemia che ci ha colpiti ha certamente condizionato e condiziona tuttora il nostro stile di vita. Ne consegue che abbiamo dovuto obbligatoriamente adeguare le nostre abitudini al mutato scenario che siamo stati costretti ad affrontare.
Una sorta di condizionamento involontario che, da quanto riportano le cronache, oltre a causare effetti negativi sulla salute delle persone ha anche generato una pressione psicologica molto forte. Il timore di ammalarsi ha reso più difficili le relazioni umane, con la tendenza a privilegiare quelle famigliari a scapito di tutte le altre.
Aggiungiamo anche che lo smart working e la didattica a distanza hanno privato molte categorie di lavoratori e di studenti di quel contatto quotidiano con colleghi e clienti, compagni di scuola e insegnanti, che rappresenta la base su cui costruire per l’appunto una rete di relazioni che certamente giova in termini di crescita professionale e scolastica, ma anche di benessere fisico e mentale.

Una situazione che nel complesso ha reso e rende difficile un ritorno alla normalità che, grazie alla campagna di vaccinazione, è comunque traguardo ormai non più lontano.
Per quanto ci compete, quindi per le ripercussioni che il tema affrontato poco sopra ha generato sul mondo del gioco, ci pare possibile evidenziare alcune considerazioni.
In primo luogo occorre precisare che la chiusura delle Case da gioco, protrattasi sino alla fine del mese di giugno, ha reso di fatto impossibile per la clientela abituale e occasionale regalarsi il consueto divertente incontro con il divertimento che solo l’azzardo regala.
I risultati messi a segno dai Casinò italiani nei mesi estivi, sia per introiti che per presenze, certificherebbero in qualche modo che non si è palesato un cambio di abitudini da parte dei frequentatori tutti.
Possiamo ipotizzare che il fattore determinante di questo andamento positivo sia stato sicuramente la grande voglia di tornare a divertirsi da parte di tutti, giocatori e non, dopo il lungo periodo di chiusura che ha interessato le Case da gioco.
Dal mese di agosto, dal giorno 6 per la precisione, è diventato obbligatorio esibire il green pass per accedere alle sale da gioco.
Ed ecco che il mese di agosto segna un rallentamento dell’attività, anche se non generalizzato, quasi a significare che l’obbligo di vaccinazione o di eseguire un tampone abbia in qualche modo inciso negativamente sulle abitudini dei giocatori. Registrano infatti segni negativi gli andamenti degli incassi dei Casinò di Saint-Vincent e di Sanremo, non di quello di Venezia. Ricordiamo a puro titolo di cronaca che il mese estivo per eccellenza è stato storicamente sempre ricco di soddisfazioni per le casse dei casinò.


Azzardiamo due ipotesi: la prima, che per due casino sui tre attualmente in attività in Italia, si è trattato di un mese “sfortunato”, la seconda che a seguito dell’introduzione dell’obbligo di esibire il green pass una parte della clientela potenziale ha optato per altre opportunità di divertimento.
Una conclusione per certi versi scontata che deve però far riflettere sul futuro. Altrettanto scontato è affermare che certamente i clienti più avanti negli anni si sono sottoposti alla vaccinazione mentre tra i giovani, non solo per scelta, la percentuale dei vaccinati è ancora bassa.

In estrema sintesi la nostra conclusione evidenzia in qualche modo il rischio che nei prossimi mesi questo trend non si inverta. Speriamo di sbagliarci ovviamente, ma il pericolo in particolare che le abitudini delle persone, in questo caso i giocatori occasionali, cambino a seguito di obblighi e prescrizioni è dietro l’angolo.
Non è certo possibile azzardare ipotesi di soluzione del problema, se non auspicare che la percentuale dei vaccinati, quindi dei titolari di Green Pass, aumenti costantemente restituendoci numeri positivi e maggiore tranquillità sull’andamento del settore di cui ci occupiamo.
In realtà cosa ci aspetta in futuro non possiamo saperlo e questa incertezza ha già pesantemente inciso sui comportamenti e sulle abitudini delle persone in un modo che non vogliamo e non possiamo definire temporaneo, quindi figlio solo della contingente situazione di difficoltà/pericolo causata dalla pandemia.
La normalità, che tornerà, non sarà più quella ante Covid, di fatto siamo profondamente cambiati. Un tema che crediamo sarà oggetto di studio sotto diverse angolature, con la conseguenza che intercettare i nuovi “trend” sarà determinante per gestire attività di successo.
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