Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Casinò Campione, verso l'ora X

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Trepida attesa a Campione d'Italia in vista della riapertura del Casinò, l'Ad Marco Ambrosini fornisce numerose anticipazioni su come sarà la Casa da gioco della nuova era dell'enclave.

L'annosa attesa è quasi finita. Entro il 2021, questo almeno quanto previsto nel piano di concordato in continuità presentato dalla società di gestione e ammesso dal tribunale di Como con un decreto nel quale anche i giudici fanno lo stesso auspicio, il Casinò Campione d'Italia riaprirà. Ponendo termine a un lunghissimo periodo di difficoltà, i cui motivi sono radicati nel tempo, ma che ha avuto drammaticamente inizio il 27 luglio del 2018, giorno in cui il tribunale di Como dispose il fallimento per insolvenza della società di gestione della Casa da gioco e, quello stesso giorno, la stessa chiuse i battenti.

Ne sono seguite lunghe e complesse vicende giudiziarie, alcune delle quali dovranno essere definite solo l'anno prossimo, ma per quanto interessa in questa sede, ossia il fallimento del Casinò, c'è da ricordare che infine la Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della sentenza di fallimento operato dalla Corte d'appello di Milano, riportando dunque in bonis la “vecchia” società, che ha potuto dunque presentare un nuovo piano di concordato, che è stato accolto, scongiurando almeno per ora, ma si spera per sempre, il rischio del fallimento. E sempre la vecchia società sta ora adoperandosi per i mille passi da compiere affinchè finalmente Campione possa tornare ad avere il “suo” casinò, anche se ovviamente con condizioni diverse e in un mercato generale fortemente cambiato non a seguito della pandemia, ma dei nuovi equilibri che si sono venuti a creare nel mondo del gioco d'azzardo, soprattutto ticinese, essendo venuto meno il più forte e agguerrito competitor, quello dell'enclave.

A fare il punto sui lavori in corso, nell'intervista pubblicata sul numero di ottobre della rivista Gioco News, è Marco Ambrosini, già amministratore unico del Casinò e ora amministratore delegato, con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione da parte della proprietà, vale a dire il Comune, oggi guidato dal sindaco Roberto Canesi, che ha fortemente voluto il salvataggio della vecchia società, ritenendo che fosse la strada più sicura e celere per riaprire la Casa da gioco.

La riapertura del Casinò Campione d'Italia si avvicina. È possibile fissare una data?

“Purtroppo al momento non è ancora possibile. Naturalmente c’era e resta l’auspicio che si riesca nei tempi più brevi possibili. Le problematiche sono molteplici e l’azienda sta facendo tutti gli sforzi nelle sue facoltà per affrontarle e risolverle”.

In vista della riapertura, quali sono i passi che l'azienda compierà nel mese di ottobre, sul fronte del contratto collettivo di lavoro e dell'assunzione dei 174 dipendenti, tanti ne sono previsti nella prima fase di ritorno all'attività del Casinò?

“È stata da tempo avviata una trattativa con le controparti sindacali per la formulazione di un nuovo contratto, strumento indispensabile per la riassunzione. Comunque il processo consta di una serie di fasi sulle quali gli advisor dell’azienda stanno lavorando. Si tratta di completare la definizione della pianta organica, definire i criteri di assunzione, aprire il bando e nominare la commissione che provvederà alla selezione. Tutte queste fasi sono da tempo oggetto di approfondimenti e si concretizzeranno nel corso del prossimo futuro”.

Quale priorità/esclusività avranno gli ex dipendenti del Casinò (490 al momento della chiusura di luglio 2018) al momento della selezione e assunzione del nuovo organico?

“I criteri chiariranno in modo incontrovertibile le modalità d’accesso. L’azienda ha ovviamente bisogno di professionisti molto specifici di settore e quindi questo rappresenterà un ineludibile vincolo”.

In che modo saranno selezionate le figure dirigenziali della Casa da gioco?

“Il consiglio di amministrazione applicherà tutti i criteri indispensabili per garantire alla Casa da gioco una congrua gestione dei ruoli chiave”.

È possibile al momento pronosticare un futuro allargamento dell'organico? In che tempi?

“L’andamento del trend aziendale sarà l’elemento che determinerà l’eventuale futuro ulteriore fabbisogno di personale. L’auspicio è che ciò accada in quanto inevitabilmente il superamento degli obiettivi di piano comporterà ulteriore fabbisogno di operatori”.

Al di là dell'organico, quali sono gli altri passi propedeutici alla riapertura che l'azienda deve compiere e come si sta muovendo al riguardo?

“L’azienda opererà una serie di esternalizzazioni ed è da tempo in corso l’analisi di possibili partner estremamente qualificati, i quali una volta individuati verranno sottoposti a giudizio del Tribunale e dei commissari”.

Come sarà gestito il poker?

“L’assetto organizzativo utilizzato in precedenza aveva dato risultati estremamente interessanti. L’obiettivo è quello di trovare una formula e gli interlocutori che possano garantire altrettanto, se non maggiore, successo. Anche su questo tema sono in corso attente valutazioni che verranno condivise, come da prescrizioni di legge, con gli organi di controllo”.

Ancora, come sarà gestita la parte della ristorazione e dell'intrattenimento?

“Sia ristorazione che intrattenimento dovranno vivere autonomamente rispetto all’attività del gioco e non saranno più unicamente strutturali e finanziate dal gioco stesso. Questa è la motivazione che impone la ricerca di partner qualificati, capaci di essere per le loro caratteristiche fortemente attrattivi”.

L'azienda rinnoverà il preesistente parco slot e giochi?

“L’azienda intende proporsi sul mercato del gioco in una veste sostanzialmente rinnovata e la più attrattiva possibile. Questo è assolutamente indispensabile per la realizzazione degli obiettivi di piano”.

Di quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ha bisogno la struttura?

“La struttura ha avuto, in questi anni di fermo per l’attività, un buon livello di conservazione. Ciò sia per quanto riguarda l’edificio che per l’impiantistica. Ovviamente necessiterà un revamping che abbiamo programmato e che era d’altra parte previsto già nell’ipotesi di piano”.

 

Share