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St. Vincent, politici condannati a restituire 16 mln di euro

  • Scritto da Anna Maria Rengo

I politici condannati dalla Corte dei Conti per i finanziamenti erogati alla società di gestione del Casinò di St. Vincent dovranno restituire 16 milioni di euro.

Dopo una lunga attesa, è stato resa nota la lunga sentenza (ben 109 pagine) con la quale la terza sezione giurisdizionale centrale d'Appello della Corte dei conti ha condannato a un maxi risarcimento di 16 milioni di euro 18 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali della Valle d'Aosta per il finanziamento di 140 milioni di euro erogati al Casinò di Saint-Vincent tra il 2012 e il 2015.

RICAPITALIZZAZIONE NON OBBLIGATORIA - Nell'articolata sentenza il Collegio osserva, tra l'altro, che “è errato sostenere che la ricapitalizzazione (realizzata tramite una delibera approvata dal Consiglio regionale Ndr) fosse imposta dall'articolo 2446 Cc e che, quindi, fosse obbligata. L'opzione deliberata,infatti, era alternativa, quantomeno alla messa in liquidazione della società e alla cessione da parte della Eegione del ramo aziendale a terzi imprenditori o alla concessione dell'attività della gestione della Casa da gioco e del complesso immobiliare a terzi soggetti”.

Inoltre, è "indubbio, che la mancata verifica di soluzioni alternative in una situazione nella quale nel 2012 e nel 2013 erano già stati erogati finanziamenti per 40 milioni di euro senza che si registrasse alcun miglioramento (nel 2012 perdite per 18,6 milioni, nel 2013 perdite per 21 milioni e nel primo semestre 2014 perdite per 8,791 milioni, per un complessivo importo superiore ai 47 milioni di euro), ha comportato che l’aumento del capitale sociale sia avvenuto in violazione dei parametri di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, considerata la ingiustificata dispersione di risorse pubbliche, in assenza di specifiche valutazioni sulle possibili soluzioni alternative o sull’adozione di specifici interventi di risanamento".

Quanto all'asserita “ buona fede e osservanza della disciplina legislativa nazionale e regionale al fine di salvaguardare l’interesse della Regione e della comunità regionale, in una situazione di incertezza normativa”, da parte di alcuni consiglieri regionali appellanti nel motivare “il comportamento tenuto in occasione dell’adozione della delibera di aumento del capitale della società controllata”, i giudici contabili d'appello osservano che “come rilevato anche dalla Procura generale nelle sue conclusioni, il giudice di primo grado ha individuato correttamente l’elemento soggettivo della colpa grave, con valutazione ex ante e non in base alla successiva evoluzione negativa che aveva investito la società, tra l’altro con una procedura concorsuale. Infatti, la grave violazione dei canoni di diligenza, perizia, attenzione e cura dell’interesse pubblico è rinvenibile, come specificato dal giudice di primo grado nella circostanza che 'gli Amministratori regionali abbiano sottovalutato tutte le notizie e gli indicatori che segnalavano lo stato di sostanziale decozione dell’azienda Casinò'. Il convincimento del giudice, quindi, non deriva dalla conoscenza della successiva evoluzione negativa della situazione finanziaria e gestionale della società ma è stata la diretta conseguenza dell’esame del contenuto della delibera di aumento del capitale, del coevo ordine del giorno e degli atti relativi all’istruttoria”.

LE CONDANNE - Rispetto al primo grado la cifra è stata quasi dimezzata (era di 30 milioni). Tra i condannati anche gli ex presidenti della Regione Augusto Rollandin (pagamento ridotto rispetto al primo grado da 4,5 milioni a 2,4 milioni di euro), Pierluigi Marquis, Renzo Testolin e Antonio Fosson (per tutti e tre da 807 mila a 586.666 euro ciascuno).
Rollandin, Marquis e Testolin sono inoltre tra gli attuali consiglieri condannati, insieme a Mauro Baccega (riduzione da 4,5 milioni a 2,4 milioni), Aurelio Marguerettaz (da 3 milioni a 586.666 euro) e Claudio Restano (da 807 mila a 586.666 euro). Riguardo agli ex consiglieri regionali, Ego Perron è stato condannato a versare circa 2,4 milioni (in primo grado erano 4,5 milioni). Dovranno risarcire 586.666 euro ciascuno (rispetto alla condanna a 807 mila inflitta in primo grado) Luca Bianchi, Stefano Borrello, Joel Farcoz, David Follien, Giuseppe Isabellon, Leonardo La Torre, André Lanièce, Marilena Péaquin ed Emily Rini. Condannato a versare 586.666 euro anche Marco Viérin, che la Corte dei conti di Aosta aveva condannato a risarcire 3 milioni. È stata confermata l'assoluzione per il senatore Albert Lanièce, per gli ex consiglieri Raimondo Donzel e Ennio Pastoret e per il dirigente regionale Peter Bieler.

La maggior parte dei politici era assicurata, resta dunque da comprendere il meccanismo di quanto e come in effetti i condannati dovranno sborsare.

 

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